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TERREMOTO, UNA COSCIENZIOSA PRESA D’ ATTO

In data 17 giugno del 2013, il consiglio regionale dell’Emilia Romagna ha deliberato “il piano opere pubbliche e culturali” per le strutture, pubbliche, danneggiate dal terremoto del maggio 2012.
In generale per le zone colpite dal sisma le tipologie d’intervento nelle quali rileviamo il maggior numero di richieste, sono quelle che si riferiscono alle CHIESE per un importo complessivo pari a circa € 339 milioni a fronte di 337 interventi richiesti; a seguire il settore delle ATTREZZATURE CULTURALI per circa € 214 milioni e 168 interventi, quello delle ATTREZZATURE SANITARIE E/O SOCIO SANITARIE con circa € 138 milioni per 64 interventi.

Gli interventi preventivati con importi al di sotto dei cinquantamila euro sono complessivamente n. 376 con una spesa complessiva quantificata in € 12.561.883,55.
Sono previsti cofinanziamenti per € 3.984.733,92 e pertanto la somma da reperire per l’esecuzione di queste opere pubbliche e beni culturali è pari ad € 8.577.149,63.
I criteri usati per la scelta delle strutture da inserire in tale piano sono i seguenti:
a) l’interesse strategico dell’edificio o dell’infrastruttura, in funzione al momento del sisma, indispensabile per la piena funzionalità dei servizi pubblici, servizi alle persone o alle imprese, comprese le chiese e le altre opere parrocchiali relative alle attività di cui all’articolo 16, commi 1 e 2, della legge n. 222 del 1985, ovvero delle reti idriche, elettriche, di comunicazione o per la mobilità;
b) la disponibilità di studi di fattibilità ovvero di livelli di definizione progettuale elevata dell’intervento che possano consentire l’immediata cantierabilità dell’opera;
c) il cofinanziamento degli interventi da parte dei soggetti attuatori per almeno il 20% del costo complessivo, esclusi gli eventuali rimborsi assicurativi;
d) interventi di completamento di opere già finanziate con donazioni (ordinanza 37/2013 e smi);
e) il valore artistico, architettonico, culturale, archeologico e testimoniale dell’edificio e lo specifico rischio di un grave deterioramento a causa del non tempestivo recupero dell’immobile;
f) la circostanza che gli edifici previsti nel programma fanno parte di una UMI perimetrata ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale 16/2012, ovvero il fatto che l’attuazione dei relativi interventi di riparazione, ripristino con miglioramento sismico o di ricostruzione sono previsti quale contenuto essenziale del piano della ricostruzione predisposto e approvato ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale n. 16/2012.
Nello specifico per Novellara, i finanziamenti sono stati così distribuiti:
Chiesa parrocchiale di San Bernardino € 532.500,00
Chiesa dei Servi di Maria € 322.500,00
Chiesa Parrocchiale di San Giuseppe Bernolda € 182.500,00
Chiesa Collegiata di Santo Stefano € 103.750,00
Chiesa della Beata Vergine del Popolo € 787.500,00
Torre teatro € 1.256.250,00
Torre € 200.000,00
Teatro € 106.250,00
Ex Macello Comunale € 1.087.500,00
Stazione Ferroviaria Via Prampolini n. 1 € 7.221,76
Case cantoniere n. 35 e 36 Via Sturlona snc – Via Cartoccio € 14.024,36
Case cantoniere n. 27 e 38 Via M. D’Azeglio n. 47 – 57 € 14.026,36.

Dunque, dopo questa sfilza di dati proviamo a fare qualche considerazione.

Le case cantoniere citate, di proprietà delle ferrovie, ricevono complessivamente 28.050,72€. Chi è di Novellara sa di quali edifici stiamo parlando, inutili relitti. Noi del movimento ci domandiamo se ne valga la pena perché in un futuro non lontano potrebbero essere oggetto di demolizione.
Passiamo ora al famoso ex Macello, chiuso oramai da 40 anni. L’amministrazione comunale pare adoperarsi molto nel portare avanti questa emergenza (€ 1.087.500,00 di stanziamento) tuttavia a oggi non esiste un vero progetto per questa struttura. Ci si limita a spendere soldi. Non vorremmo fosse il solito meccanismo per distribuire incarichi a destra e a manca.
Non era forse più conveniente puntare su un’altra struttura, ad esempio, la scuola di musica in zona stazione che tra l’altro presenta già problemi strutturali al piano superiore e nel tetto ancor prima del terremoto? Il Movimento 5 Stelle di Novellara ha già pronta una mozione per fare chiarezza.
A un cittadino o a una impresa lo stato obbliga, e vogliamo sottolinearlo ancora, obbliga le messe in sicurezza, anche se si tratta di edifici che non hanno avuto il benché minimo danno, erogando percentuali ridicole in aiuti nella maggior parte dei casi, mentre per le “strutture di pubblica utilità” arrivano fiumi di denaro non solo per le messe in sicurezza ma anche per rendere operativa una struttura che prima del terremoto non era utilizzata da 40 anni, intendiamoci, è giusto non speculare sulle disgrazie nel senso che i soliti “furbetti italiani” non devono rifarsi la casa ex novo e nemmeno intascarli ma se questo vale per il privato deve valere anche per il pubblico.
Noi del movimento non siamo contro l’abbellimento di Novellara e non siamo contrari a iniziative culturali, anzi, ma crediamo fortemente che in tempi di ristrettezza economica come questi le priorità per un comune siano altre o in alternativa le iniziative culturali possono e devono diventare, ad esempio, un momento di creazione di nuovi posti di lavoro per chi ha capacità reali (pensiamo ai neo laureati) e non per piazzare personaggi più o meno “esperti” e meritevoli del posto perché hanno portato voti, allora tutto ciò assume un senso per la comunità.
Ora, caro lettore, prova a pensare più in largo e immagina quante situazioni di questo tipo sono e saranno presenti nelle zone colpite dal sisma. All’interno dei consigli comunali i rappresentanti Movimento 5 Stelle hanno politicamente poco peso, ma hanno invece la responsabilità di rendere finalmente pubbliche queste situazioni. I nostri pensieri corrono verso chi ha davvero perso tanto o addirittura tutto, ma proprio tutto nel tragico maggio 2012, o verso chi, in momenti recenti, ha avuto la sciagura e la tragedia di un alluvione.
La regione ha deliberato, i soliti hanno vinto (e non potrebbero fare altrimenti in quanto deliberano per se) ciò che possiamo fare è ridare potere al cittadino attraverso una consultazione che dia la possibilità di presentare progetti e finalità sull’utilizzo di strutture quali l’ex macello coinvolgendo gente nuova, ragazzi giovani con idee fresche che hanno la reale esigenza di poter fare esperienza e di lavorare, non ritrovare sempre i soliti studi tecnici, d’architettura e aziende edili .
Speriamo che i nostri colleghi consiglieri aprano questo vaso di pandora, guardino i dati concernenti le loro città e indaghino.

Fonte: http://www.regione.emilia-romagna.it/…/delibera-di-giunta-8…

2° Aperitivo Novellara 5 Stelle SanGiovanni 15 Marzo 2014
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