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Consiglio comunale 27 aprile 2017

Giovedì 27 in consiglio comunale a NOVELLARA, sarà discussa la nostra mozione aria pulita in cui chiediamo alla giunta di prendere dei provvedimenti riguardo al problema dei vari sforamenti che ci sono stati a Reggio e provincia delle polveri sottili; un ODG (punto8) su suggerimento del sindaco chiamato “ricerca idrocarburi area fantozza ” , tema a noi molto caro in vista della raccolta firme a tappeto che stiamo coordinando con il comitato “no fantozza”. Pertanto, invitiamo tutti i cittadini novellaresi a partecipare.

“Tratta bene la terra non è un eredita’ dei nostri padri ma un prestito dei nostri figli”

Antico detto masai, Kenia.

TRATTA BENE LA TERRA! NON È UN’EREDITÀ DEI NOSTRI PADRI MA UN PRESTITO DEI NOSTRI FIGLI

Le prime tracce della ricerca “Fantozza” (vecchio nome delle aree gonzaghesche) risalgono agli anni novanta. Questa richiesta di ricerca è pervenuta in regione dalla AleAnna Resources, una società del Delaware / USA con sede a Roma.

(Fonte Ministero Dello Sviluppo Economico)

Lo studio copre un area che si estende per 102 chilometri quadrati tra i Comuni di Guastalla, Novellara, Campagnola Emilia, Fabbrico, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto, e a seguito del recente sblocco della concessione si pone come fine l’esecuzione dei sondaggi per la ricerca di idrocarburi (petrolio, ma anche metano e butano) nel sottosuolo della Bassa Reggiana. Ma il primo vero tassello di questa kafkiana vicenda risale al 2009 (giunta Errani): è proprio in questi anni infatti che iniziano le prime delibere regionali e studi d’impatto ambientale sulla spinta delle autorizzazioni promosse dal Ministero dello Sviluppo Economico (IV governo Berlusconi). La delibera regionale viene sospesa nel 2014 a seguito del sisma del 2012. A fine 2016 la Regione si pronuncia positivamente sulla confermata compatibilità ambientale, revocando la sospensiva della delibera post-sisma e concedendo il via libera, questa volta sotto un nuovo impulso proveniente dallo “sblocca Italia” del governo Renzi.
I nostri comuni (con giunte a maggioranza PD, come quella Regionale) sono stati informati di questo sblocco dai proprietari terrieri che hanno precedentemente ricevuto una lettera dalla società AleAnna. Non dobbiamo dimenticare che, come da delibera regionale,la ricerca non è solo incentrata sugli idrocarburi e simili ma comprende anche ricerche di aree idonee allo stoccaggio degli stessi. L’Emilia Romagna con i suoi sei siti nelle provincie di Bologna, Ferrara, Piacenza, Parma e Ravenna, è la seconda regione con il più alto numero di siti di stoccaggio, solo dopo la vicina Lombardia, prima con nove siti (fonte ministero dello sviluppo economico).
Tutta questa vicenda è la ulteriore attestazione confermata da continue dimostrazioni di quanto i nostri governanti siano incapaci di avere una visione futuristica del sistema Energia e delle risorse che lo determinano: si parla ancora di stoccaggio perché il nostro programma energetico attuale, basato su energie fossili, è in agonia, e l’esaurimento delle risorse è stimato in un arco temporale di circa 40 anni.

“… I combustibili fossili non sono risorse rinnovabili, dato che il processo di fossilizzazione della sostanza organica è estremamente lungo e la quantità che oggi si fossilizza è trascurabile rispetto ai fabbisogni energetici della società in cui viviamo….Questo comporta un progressivo esaurimento dei giacimenti e quindi delle scorte disponibili, a fronte di un progressivo e costante aumento della domanda di energia con conseguente aumento dei prezzi. Da: wikipedia).”

Quindi, nasce in questo contesto l’imposizione del gasdotto assolutamente non casuale che ha luogo in Puglia, assieme a queste nuove ricerche di idrocarburi e siti di stoccaggio rinvigorite e liberalizzate dal governo Renzi con lo “Sblocca Italia”. E’ dagli anni sessanta che ci propinano solo e sempre le solite soluzioni e non riescono ad andare oltre la logica del profitto immediato. Cambiano i governi e le bandiere politiche che li sostengono, ma la visione che hanno del nostro paese è ancorata ad un modello del passato sempre più anacronistico e antistorico: il futuro è nelle rinnovabili e non nei fossili.

“Nel piano energetico del M5S è prevista una vera e propria rivoluzione verde che prevede la completa uscita dell’Italia dalle fonti fossili entro il 2050. Per progettare un piano energetico nazionale occorre voler pensare nell’ordine di decenni; occorre avere una visione, un obiettivo a lungo periodo a cui si cerca di tendere, tutte caratteristiche di cui i politici fanno volentieri a meno concentrati come sono sui titoli dei giornali del giorno dopo o al massimo sulle prossime elezioni. Le sorti del Paese fra venti o trent’anni interessano poco o nulla” – Sassi e Spadoni, consigliere regionale M5S e cittadina M5S in parlamento.

Concedere queste ricerche significa anche provocare conseguenze con un forte impatto ambientale: zone, che conosciamo bene, in cui basta davvero poco per rompere equilibri secolari delicatissimi. Non a caso le valli di Novellara e Reggiolo rientrano in un percorso di più ampio respiro denominato dalla regione stessa “Natura 2000″. Questo protocollo è il connubio di più direttive europee, 92/43 “Habitat” e direttiva 2009/147/CE “Uccelli” come rileviamo dal sito stesso della Regione:

“la Regione si occupa della gestione complessiva del sistema territoriale delle aree protette e dei siti della rete Natura 2000, adottando indirizzi e norme per la loro istituzione, pianificazione e gestione, per conto del Ministero per l’Ambiente e della Commissione Europea e coordinando l’azione degli enti di gestione.
Natura 2000 è il sistema organizzato (Rete) di aree (siti e zone) destinato alla conservazione della biodiversità presente nel territorio dell’Unione Europea, ed in particolare alla tutela degli habitat (foreste, praterie, ambienti rocciosi, zone umide) e delle specie animali e vegetali rari e minacciati.”

VISUALE DELL’AREA

“valli Reggiolo/Novellara che fanno parte del progetto NATURA2000”

particolare dell’area area fantozza – fonte ministero dello sviluppo economico

Nel gennaio 2017 è stato firmato un protocollo per inserire la Valle del Po nel progetto dell’Unesco che coinvolge 50 Comuni rivieraschi di Emilia Romagna e Lombardia. Questo protocollo ci tocca molto da vicino perché sono comprese proprio le aree interessate dal progetto “Fantozza”: la Valli di Novellara-Reggiolo assieme ad alcune zone golenali di Guastalla.
Da ciò si evince l’assurda ipocrisia politica nostrana e lo scollamento tra territori e Regione, nonostante che la giunta Bonaccini batta bandiera PD così come per la stragrande maggioranza dei nostri comuni.

Nello specifico il progetto di ricerca permetterà a grossi camion 4×4 di transitare sulle aree per generare onde elastiche nel terreno tramite delle piastre vibranti montate su mezzi (Vibroseis), senza alcuna esecuzione di scavi, perforazioni del terreno o movimento di terra.

“Il programma tecnico-operativo dei lavori, prevede due step principali: fase di ricerca e fase di perforazione. La fase di ricerca è finalizzata al miglioramento delle conoscenze dell’assetto geologico del sottosuolo e all’identificazione di possibili accumuli di idrocarburi economicamente sfruttabili.
La seconda fase prevede, qualora gli studi svolti nella fase di ricerca confermassero le potenzialità minerarie dell’area in esame, la perforazione di un pozzo esplorativo.”(Rapporto naturalistico “Sulle specie nidificanti-riproducentisi nei Siti della Rete Natura 2000 interessati dal permesso di ricerca idrocarburi “Fantozza” (DM. 12/11/2010) a cura di Alessandro Dall’Alpi, Giovanni Rossi, Giuliano Gandolfi 15/07/2012).

Il tavolo di lavoro permanente formatosi per il referendum del 4 dicembre 2016, composto dai gruppi meet-up del Movimento 5 Stelle di Guastalla, Reggiolo e Novellara con il supporto degli attivisti dei paesi limitrofi (Fabbrico e Rio Saliceto) si pone come priorità l’informazione ai cittadini ma anche e soprattutto mettere in atto tutto ciò che è legalmente e umanamente possibile fare, grazie alla nostra presenza nei consigli comunali di questi paesi, per contrastare questo assurdo progetto, anche con l’aiuto dei nostri portavoce regionali e parlamentari: chiediamo davvero, a gran voce, che Stato e Regione ritornino sui loro passi.

Per dar ambito a questa nostra battaglia, nelle prossime settimane daremo inizio a una raccolta firme che comprenderà tutti i comuni della Fantozza, anche nella provincia di Modena!

Tangenziale, l’attesa infinita

Tutti a Novellara aspettavamo con ansia il pronunciamento del Consiglio Di Stato circa il ricorso presentato da Comune e Provincia contro la sentenza di primo grado del TAR di Parma che aveva accolto le istanze di alcuni cittadini sulla impossibilità di effettuare ulteriori espropri a loro carico.
Una legge regionale del maggio 2016 pareva improvvisamente avere dato una mano alla nostra incerta amministrazione nell’iter burocratico. Ora invece cade una ulteriore tegola dal tetto che tenta di coprire l’infinita attesa di migliaia di cittadini esasperati.
Il Consiglio di Stato sospende il proprio giudizio mandando tutto alla Corte Costituzionale che si dovrà esprimere sulla legittimità o meno della legge regionale di soccorso, rendendo evidente un palese dubbio sulla norma regionale stessa.
riferimento sentenza, visibile a tutti: N. 00297/2017 REG.PROV.COLL.
N. 03115/2016 REG.RIC.N. 03148/2016 REG.RIC.
Torniamo ad una fase di stallo dove nulla è risolto col timore di vedere ancora per tanto tempo Novellara congestionata, inquinata, sporcata e attraversata dal solito continuo traffico.
Sono trascorsi 30 anni dalle promesse di una tangenziale che ci avrebbe finalmente liberati dal traffico. Vi diranno che manca solo l’ultimo pezzo. Certo, l’ultimo pezzo, ma il pezzo nevralgico, quello principale.
In aperta campagna tutto è stato semplice, ma è a ridosso del centro abitato che sono sorti problemi e contrasti.
Forse troppo a ridosso del centro abitato? E infinite battaglie legali molto costose, Nuovi POC (Piani Operativi Comunali) che hanno fatto perdere altro tempo.
30 anni di attesa e siamo ancora qui ad aspettare una sentenza della Corte Costituzionale, new entry nella ennesima battaglia legale, che deve giudicare se la legge regionale rispetti i principi di costituzionalità.
Durante la serata pubblica indetta dal Comitato Pro-Tangenziale nel gennaio 2016 è stato comunicato dai rappresentanti del Comune alla cittadinanza che non esiste un piano B.: non ci sono in atto ulteriori possibilità.
Come m5s, oltre a domandare alla giunta di prendere in considerazione un alternativa, i nostri consiglieri comunali Giovanni Mulè e Stefano Paterlini insieme a Gianluca Sassi, consigliere regionale, nella primavera scorsa hanno incontrato il comitato pro tangenziale per discutere le problematica, inoltre, in diverse occasioni abbiamo inviato diverse interrogazioni e interpellanze al comune, tutte reperibili sul nostro blog.
Sembrerebbe che Il piano b non viene preso in considerazione dal comune perché sarebbe troppo oneroso e farebbe perdere ulteriore tempo, questa è la motivazione che ci è stata fornita.
Non è educato rispondere ad una domanda con altra domanda, ma stavolta ci sta, ci sta eccome: quanto ci è già costato tutto ciò per non avere nulla in mano del tratto fondamentale della nostra strada?
Quanta salute abbiamo ceduto?
Quanto inquinamento abbiamo respirato?

Forse molto, molto di più che rifare tutto e trovare una soluzione diversa da quella dettata dall’insistenza e dalla testardaggine, esse possono portarti lontano, ma possono anche impedirti di andare oltre.

Referendum Costituzionale

Camera dei Deputati

Camera dei Deputati

Il testo del Referendum Costituzionale per il quale andremo a votare il 4 Dicembre, lo si può trovare sui documenti della camera.it. Ora a Prescindere da ciò che dicono le TV e le Radio, principalmente di proprietà schierata, e a Prescindere da ciò che diciamo noi del MoVimento 5 Stelle sulle ragioni del NO, invito personalmente chiunque a leggersi il documento sottoposto a voto, e se non avete clikkato i link precedenti eccovi IL LINK. Solo dopo essercisi informati, ci si può sentire liberi di votare, e solo dopo essersi informati si può capire molto di ciò che si è visto succedere prima di essersi informati! Ok è spiegato in modo un pò contorto, però…. seriamente, per il voto è morta gente, il voto è una cosa importante, non diamo ragione a chi vuole togliercelo…..

UN REDDITO PER OLT RE 9 MILIONI DI CITTADINI: FAMIGLIE, GIOVANI E PENSIONATI . ECCO COME FUNZIONA.

Se la nostra proposta di legge verrà approvata, ben 9 milioni di cittadini avranno diritto al reddito di cittadinanza, cioè coloro che non hanno alcun reddito o hanno redditi molto bassi. E questo vale per:

– Famiglie in momentanea difficoltà
– Disoccupati in cerca di lavoro
– Giovani in cerca di lavoro
– Pensionati con la minima
– Chiunque improvvisamente perde il lavoro e si trova in difficoltà
Il Reddito di cittadinanza è una vera e propria manovra economica del M5S. Rilancia la domanda interna, investe sui centri per l’impiego disinnescando le agenzie interinali e, insieme al microcredito, investe sulle pmi e sulle start up innovative.
Restituisce dignità ai cittadini come succede in ogni paese civile d’Europa eccetto in Grecia, Ungheria e Italia. Rimette il cittadino e la famiglia al centro della visione politica cercando di dare a tutti la possibilità di progettare o riprogettarsi un futuro.
ESEMPI CONCRETI: QUANTO PERCEPIRO’?
Una famiglia di tre persone, con genitori disoccupati a reddito zero e figlio maggiorenne a carico: il reddito di cittadinanza per la famiglia sarà pari a 1.560 euro al mese.
Una coppia di pensionati con pensioni minime da 400 euro al mese ciascuno: il reddito di cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro al mese, per la coppia, come integrazione al reddito.
POSSO AVERE IL REDDITO ANCH’IO?
Per poter chiedere il reddito di cittadinanza, sono sufficienti questi requisiti:
• Avere più di 18 anni
• Essere italiano (o cittadino residente proveniente da Stati con cui l’Italia ha trattati bilaterali)
• Essere disoccupato o inoccupato
• Percepire un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà
• Percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà
(la soglia di povertà, in Italia, per nuclei familiari composti da un unico individuo è di 780 euro al mese. Detta soglia varia in funzione del numero di persone che compongono il nucleo familiare).

 

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COSA DOVRO’ FARE DOPO?
Se hai diritto a percepire il reddito, per conservarlo ti verrà richiesto di adempiere ad alcune regole:
• Iscriverti presso i Centri per l’impiego e renderti subito disponibile a lavorare;
• Iniziare un percorso per essere accompagnato nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà
di trovare un impiego;
• Offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (8 ore settimanali);
• Frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
• Effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
• Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
• Accettare uno dei primi tre lavori che ti verranno offerti.
E SE IO HO GIA’ UN LAVORO?
Se hai un lavoro a tempo pieno ma sei sottopagato, avrai diritto all’integrazione del reddito. La nostra legge ha pensato a te: prevede infatti anche l’introduzione di un salario minimo orario. Nessuno potrà più essere pagato meno di 9 euro l’ora!
Se invece hai un lavoro part time, il tuo salario sarà integrato fino ad arrivare a 780 euro al mese.

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E PER LE IMPRESE?
• Incentivi per le aziende che assumono chi ha reddito di cittadinanza;
• Laboratori per la creazione di nuove imprese nei Centri per l’impiego;
• Concessione di beni demaniali per le start up innovative;
• Concessione delle terre demaniali abbandonate per progetti di recupero agricolo.
LE NOSTRE COPERTURE
Le coperture ci sono! La nostra proposta di legge prevede un costo di quasi 17 miliardi di euro di cui 15,5 miliardi da destinare al sostegno economico (dato avvalorato dall’ISTAT) e 1,4 miliardi per incrementare il fondo per l’abitazione, rafforzare i Centri per l’Impiego e per la creazione di nuova impresa e di start up innovative. Alcune delle nostre coperture sono: Tagli alla spesa della P.A., Taglio alle spese militari, Aumento tassazione di banche ed assicurazioni, Riduzione pensioni d’oro, Tassazione gioco d’azzardo.
(Fonte: ISTAT Modello di microsimulazione sulle famiglie link: http://www.istat.it/it/files/2014/05/Rapporto-annuale-2014.pdf (pag 228

SILENZIO, ….. C’E’ IREN !

Nota di Francesco Fantuzzi , laureato in economia e commercio e docente al liceo scientifico Aldo Moro di Reggio, componente del comitato No Alla Multiutility del Nord

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Il deposito cauzionale sulla bolletta dell’acqua: perché i soci pubblici non dicono nulla?
L’ennesimo atto di arroganza verso gli oltre 27 milioni di cittadini che, quattro anni fa, hanno stabilito che l’acqua non sia trattata come una merce, e in palese contrasto con la Costituzione, che prevede all’art.3 che tutti i cittadini siano in egual misura sottoposti alla legge.
I soci pubblici, ancora maggioranza in Iren, non hanno nulla da eccepire?
Le bollette dell’acqua che molti utenti stanno ricevendo in queste settimane contengono una nuova voce di pagamento, il deposito cauzionale introdotto dall’Aeeg: si tratta di una somma da cui IREN andrà ad attingere in caso di morosità del cliente, incassando pertanto in anticipo somme solo eventualmente dovute in futuro.
Tale voce non riguarda gli utenti che hanno disposto la domiciliazione bancaria, postale o su carta di credito della propria bolletta.
L’individuazione della somma sarà stabilita sulla base del consumo storico o, se tale dato non è disponibile, della stima della fascia di consumo in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare.
Tale disposizione è, di tutta evidenza, illegittima e ingiusta.
Illegittima in quanto discriminatoria e in contrasto con la nostra Carta, perché non tratta tutti gli utenti allo stesso modo.
Ingiusta, in quanto penalizza coloro che non pagano con domiciliazione bancaria le bollette dell’acqua, presupponendo, non si comprende in base a quale principio, una maggiore probabilità di morosità future, e favorendo, ancora una volta, il sistema creditizio.
Se poi consideriamo che con tale norma viene introdotta una mera facoltà per i gestori, che possono, ma non sono tenuti, a richiedere il deposito cauzionale, sorge spontanea una domanda: che pensano gli azionisti pubblici di questo ennesimo sopruso nei confronti dei cittadini che dovrebbero rappresentare?
Il Tavolo nomaxiutility invita pertanto gli amministratori locali a far rispettare la Costituzione, richiedendo a Iren di non applicare in nessun caso la norma in questione e restituendo peraltro nelle prossime bollette le somme già illegittimamente trattenute.
Cosa succederà poi quando, finalmente, la gestione dell’acqua passerà ad una società pubblica? Entro quanto tempo IREN sarà poi tenuta a restituire la cauzione?
E, questione non ultima per importanza, quanti milioni di euro IREN stessa sta incassando in anticipo al fine di mettere qualche pezza al suo drammatico stato di insolvenza?
Infine, quando restituirà i 21 milioni di euro indebitamente incassati nel nostro territorio a seguito dell’esito referendario?
Sindaci, battete un colpo. Evitate un nuovo caso De Sanctis.

(Nota: Nicola De Sanctis ha recentemente lasciato la carica di amministratore delegato di Iren. Il comunicato di IREN : ” De Sanctis, che manterrà il rapporto di dirigente fino al 31 dicembre 2015, percepirà alla sua uscita una buonuscita di 900 mila euro, a cui si aggiungono 50 mila euro di bonus maturato sui risultati 2014 e 400 mila euro per l’incarico dirigenziale. ” …… Tutto questo in meno di 18 mesi di lavoro da Amministratore Delegato !!! Mi raccomando: tenetele sempre a mente queste situazioni, informate chi vi è vicino: solo con sapere, conoscenza, informazione possiamo fare qualcosa davvero per il nostro futuro).

Elezioni Regionali, M5S alla conquista del “regno PD”

Giovedì 13 novembre alle ore 21.00, presso il circolo Via Vittorio Veneto, il gruppo M5S di Novellara ha organizzato un incontro pubblico per presentare i candidati reggiani del M5S alle prossime elezioni regionali del 23 novembre.

Un’opportunità per conoscere i loro obiettivi e i principali punti del programma politico per le prossime elezioni.

Quale sarà il nuovo futuro politico della regione Emilia Romagna? Quali nuovi scenari? Quali nuove possibilità?

Lo scopriremo insieme attraverso il dialogo e il confronto durante questa serata. La partecipazione attiva è un valore da recuperare, sostenere e preservare, perciò VI ASPETTIAMO NUMEROSI.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”. (Gandhi)

TERREMOTO, UNA COSCIENZIOSA PRESA D’ ATTO

In data 17 giugno del 2013, il consiglio regionale dell’Emilia Romagna ha deliberato “il piano opere pubbliche e culturali” per le strutture, pubbliche, danneggiate dal terremoto del maggio 2012.
In generale per le zone colpite dal sisma le tipologie d’intervento nelle quali rileviamo il maggior numero di richieste, sono quelle che si riferiscono alle CHIESE per un importo complessivo pari a circa € 339 milioni a fronte di 337 interventi richiesti; a seguire il settore delle ATTREZZATURE CULTURALI per circa € 214 milioni e 168 interventi, quello delle ATTREZZATURE SANITARIE E/O SOCIO SANITARIE con circa € 138 milioni per 64 interventi.

Gli interventi preventivati con importi al di sotto dei cinquantamila euro sono complessivamente n. 376 con una spesa complessiva quantificata in € 12.561.883,55.
Sono previsti cofinanziamenti per € 3.984.733,92 e pertanto la somma da reperire per l’esecuzione di queste opere pubbliche e beni culturali è pari ad € 8.577.149,63.
I criteri usati per la scelta delle strutture da inserire in tale piano sono i seguenti:
a) l’interesse strategico dell’edificio o dell’infrastruttura, in funzione al momento del sisma, indispensabile per la piena funzionalità dei servizi pubblici, servizi alle persone o alle imprese, comprese le chiese e le altre opere parrocchiali relative alle attività di cui all’articolo 16, commi 1 e 2, della legge n. 222 del 1985, ovvero delle reti idriche, elettriche, di comunicazione o per la mobilità;
b) la disponibilità di studi di fattibilità ovvero di livelli di definizione progettuale elevata dell’intervento che possano consentire l’immediata cantierabilità dell’opera;
c) il cofinanziamento degli interventi da parte dei soggetti attuatori per almeno il 20% del costo complessivo, esclusi gli eventuali rimborsi assicurativi;
d) interventi di completamento di opere già finanziate con donazioni (ordinanza 37/2013 e smi);
e) il valore artistico, architettonico, culturale, archeologico e testimoniale dell’edificio e lo specifico rischio di un grave deterioramento a causa del non tempestivo recupero dell’immobile;
f) la circostanza che gli edifici previsti nel programma fanno parte di una UMI perimetrata ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale 16/2012, ovvero il fatto che l’attuazione dei relativi interventi di riparazione, ripristino con miglioramento sismico o di ricostruzione sono previsti quale contenuto essenziale del piano della ricostruzione predisposto e approvato ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale n. 16/2012.
Nello specifico per Novellara, i finanziamenti sono stati così distribuiti:
Chiesa parrocchiale di San Bernardino € 532.500,00
Chiesa dei Servi di Maria € 322.500,00
Chiesa Parrocchiale di San Giuseppe Bernolda € 182.500,00
Chiesa Collegiata di Santo Stefano € 103.750,00
Chiesa della Beata Vergine del Popolo € 787.500,00
Torre teatro € 1.256.250,00
Torre € 200.000,00
Teatro € 106.250,00
Ex Macello Comunale € 1.087.500,00
Stazione Ferroviaria Via Prampolini n. 1 € 7.221,76
Case cantoniere n. 35 e 36 Via Sturlona snc – Via Cartoccio € 14.024,36
Case cantoniere n. 27 e 38 Via M. D’Azeglio n. 47 – 57 € 14.026,36.

Dunque, dopo questa sfilza di dati proviamo a fare qualche considerazione.

Le case cantoniere citate, di proprietà delle ferrovie, ricevono complessivamente 28.050,72€. Chi è di Novellara sa di quali edifici stiamo parlando, inutili relitti. Noi del movimento ci domandiamo se ne valga la pena perché in un futuro non lontano potrebbero essere oggetto di demolizione.
Passiamo ora al famoso ex Macello, chiuso oramai da 40 anni. L’amministrazione comunale pare adoperarsi molto nel portare avanti questa emergenza (€ 1.087.500,00 di stanziamento) tuttavia a oggi non esiste un vero progetto per questa struttura. Ci si limita a spendere soldi. Non vorremmo fosse il solito meccanismo per distribuire incarichi a destra e a manca.
Non era forse più conveniente puntare su un’altra struttura, ad esempio, la scuola di musica in zona stazione che tra l’altro presenta già problemi strutturali al piano superiore e nel tetto ancor prima del terremoto? Il Movimento 5 Stelle di Novellara ha già pronta una mozione per fare chiarezza.
A un cittadino o a una impresa lo stato obbliga, e vogliamo sottolinearlo ancora, obbliga le messe in sicurezza, anche se si tratta di edifici che non hanno avuto il benché minimo danno, erogando percentuali ridicole in aiuti nella maggior parte dei casi, mentre per le “strutture di pubblica utilità” arrivano fiumi di denaro non solo per le messe in sicurezza ma anche per rendere operativa una struttura che prima del terremoto non era utilizzata da 40 anni, intendiamoci, è giusto non speculare sulle disgrazie nel senso che i soliti “furbetti italiani” non devono rifarsi la casa ex novo e nemmeno intascarli ma se questo vale per il privato deve valere anche per il pubblico.
Noi del movimento non siamo contro l’abbellimento di Novellara e non siamo contrari a iniziative culturali, anzi, ma crediamo fortemente che in tempi di ristrettezza economica come questi le priorità per un comune siano altre o in alternativa le iniziative culturali possono e devono diventare, ad esempio, un momento di creazione di nuovi posti di lavoro per chi ha capacità reali (pensiamo ai neo laureati) e non per piazzare personaggi più o meno “esperti” e meritevoli del posto perché hanno portato voti, allora tutto ciò assume un senso per la comunità.
Ora, caro lettore, prova a pensare più in largo e immagina quante situazioni di questo tipo sono e saranno presenti nelle zone colpite dal sisma. All’interno dei consigli comunali i rappresentanti Movimento 5 Stelle hanno politicamente poco peso, ma hanno invece la responsabilità di rendere finalmente pubbliche queste situazioni. I nostri pensieri corrono verso chi ha davvero perso tanto o addirittura tutto, ma proprio tutto nel tragico maggio 2012, o verso chi, in momenti recenti, ha avuto la sciagura e la tragedia di un alluvione.
La regione ha deliberato, i soliti hanno vinto (e non potrebbero fare altrimenti in quanto deliberano per se) ciò che possiamo fare è ridare potere al cittadino attraverso una consultazione che dia la possibilità di presentare progetti e finalità sull’utilizzo di strutture quali l’ex macello coinvolgendo gente nuova, ragazzi giovani con idee fresche che hanno la reale esigenza di poter fare esperienza e di lavorare, non ritrovare sempre i soliti studi tecnici, d’architettura e aziende edili .
Speriamo che i nostri colleghi consiglieri aprano questo vaso di pandora, guardino i dati concernenti le loro città e indaghino.

Fonte: http://www.regione.emilia-romagna.it/…/delibera-di-giunta-8…

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