Category Archives: Politica Nazionale
TRATTA BENE LA TERRA! NON È UN’EREDITÀ DEI NOSTRI PADRI MA UN PRESTITO DEI NOSTRI FIGLI

Le prime tracce della ricerca “Fantozza” (vecchio nome delle aree gonzaghesche) risalgono agli anni novanta. Questa richiesta di ricerca è pervenuta in regione dalla AleAnna Resources, una società del Delaware / USA con sede a Roma.

(Fonte Ministero Dello Sviluppo Economico)

Lo studio copre un area che si estende per 102 chilometri quadrati tra i Comuni di Guastalla, Novellara, Campagnola Emilia, Fabbrico, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto, e a seguito del recente sblocco della concessione si pone come fine l’esecuzione dei sondaggi per la ricerca di idrocarburi (petrolio, ma anche metano e butano) nel sottosuolo della Bassa Reggiana. Ma il primo vero tassello di questa kafkiana vicenda risale al 2009 (giunta Errani): è proprio in questi anni infatti che iniziano le prime delibere regionali e studi d’impatto ambientale sulla spinta delle autorizzazioni promosse dal Ministero dello Sviluppo Economico (IV governo Berlusconi). La delibera regionale viene sospesa nel 2014 a seguito del sisma del 2012. A fine 2016 la Regione si pronuncia positivamente sulla confermata compatibilità ambientale, revocando la sospensiva della delibera post-sisma e concedendo il via libera, questa volta sotto un nuovo impulso proveniente dallo “sblocca Italia” del governo Renzi.
I nostri comuni (con giunte a maggioranza PD, come quella Regionale) sono stati informati di questo sblocco dai proprietari terrieri che hanno precedentemente ricevuto una lettera dalla società AleAnna. Non dobbiamo dimenticare che, come da delibera regionale,la ricerca non è solo incentrata sugli idrocarburi e simili ma comprende anche ricerche di aree idonee allo stoccaggio degli stessi. L’Emilia Romagna con i suoi sei siti nelle provincie di Bologna, Ferrara, Piacenza, Parma e Ravenna, è la seconda regione con il più alto numero di siti di stoccaggio, solo dopo la vicina Lombardia, prima con nove siti (fonte ministero dello sviluppo economico).
Tutta questa vicenda è la ulteriore attestazione confermata da continue dimostrazioni di quanto i nostri governanti siano incapaci di avere una visione futuristica del sistema Energia e delle risorse che lo determinano: si parla ancora di stoccaggio perché il nostro programma energetico attuale, basato su energie fossili, è in agonia, e l’esaurimento delle risorse è stimato in un arco temporale di circa 40 anni.

“… I combustibili fossili non sono risorse rinnovabili, dato che il processo di fossilizzazione della sostanza organica è estremamente lungo e la quantità che oggi si fossilizza è trascurabile rispetto ai fabbisogni energetici della società in cui viviamo….Questo comporta un progressivo esaurimento dei giacimenti e quindi delle scorte disponibili, a fronte di un progressivo e costante aumento della domanda di energia con conseguente aumento dei prezzi. Da: wikipedia).”

Quindi, nasce in questo contesto l’imposizione del gasdotto assolutamente non casuale che ha luogo in Puglia, assieme a queste nuove ricerche di idrocarburi e siti di stoccaggio rinvigorite e liberalizzate dal governo Renzi con lo “Sblocca Italia”. E’ dagli anni sessanta che ci propinano solo e sempre le solite soluzioni e non riescono ad andare oltre la logica del profitto immediato. Cambiano i governi e le bandiere politiche che li sostengono, ma la visione che hanno del nostro paese è ancorata ad un modello del passato sempre più anacronistico e antistorico: il futuro è nelle rinnovabili e non nei fossili.

“Nel piano energetico del M5S è prevista una vera e propria rivoluzione verde che prevede la completa uscita dell’Italia dalle fonti fossili entro il 2050. Per progettare un piano energetico nazionale occorre voler pensare nell’ordine di decenni; occorre avere una visione, un obiettivo a lungo periodo a cui si cerca di tendere, tutte caratteristiche di cui i politici fanno volentieri a meno concentrati come sono sui titoli dei giornali del giorno dopo o al massimo sulle prossime elezioni. Le sorti del Paese fra venti o trent’anni interessano poco o nulla” – Sassi e Spadoni, consigliere regionale M5S e cittadina M5S in parlamento.

Concedere queste ricerche significa anche provocare conseguenze con un forte impatto ambientale: zone, che conosciamo bene, in cui basta davvero poco per rompere equilibri secolari delicatissimi. Non a caso le valli di Novellara e Reggiolo rientrano in un percorso di più ampio respiro denominato dalla regione stessa “Natura 2000″. Questo protocollo è il connubio di più direttive europee, 92/43 “Habitat” e direttiva 2009/147/CE “Uccelli” come rileviamo dal sito stesso della Regione:

“la Regione si occupa della gestione complessiva del sistema territoriale delle aree protette e dei siti della rete Natura 2000, adottando indirizzi e norme per la loro istituzione, pianificazione e gestione, per conto del Ministero per l’Ambiente e della Commissione Europea e coordinando l’azione degli enti di gestione.
Natura 2000 è il sistema organizzato (Rete) di aree (siti e zone) destinato alla conservazione della biodiversità presente nel territorio dell’Unione Europea, ed in particolare alla tutela degli habitat (foreste, praterie, ambienti rocciosi, zone umide) e delle specie animali e vegetali rari e minacciati.”

VISUALE DELL’AREA

“valli Reggiolo/Novellara che fanno parte del progetto NATURA2000”

particolare dell’area area fantozza – fonte ministero dello sviluppo economico

Nel gennaio 2017 è stato firmato un protocollo per inserire la Valle del Po nel progetto dell’Unesco che coinvolge 50 Comuni rivieraschi di Emilia Romagna e Lombardia. Questo protocollo ci tocca molto da vicino perché sono comprese proprio le aree interessate dal progetto “Fantozza”: la Valli di Novellara-Reggiolo assieme ad alcune zone golenali di Guastalla.
Da ciò si evince l’assurda ipocrisia politica nostrana e lo scollamento tra territori e Regione, nonostante che la giunta Bonaccini batta bandiera PD così come per la stragrande maggioranza dei nostri comuni.

Nello specifico il progetto di ricerca permetterà a grossi camion 4×4 di transitare sulle aree per generare onde elastiche nel terreno tramite delle piastre vibranti montate su mezzi (Vibroseis), senza alcuna esecuzione di scavi, perforazioni del terreno o movimento di terra.

“Il programma tecnico-operativo dei lavori, prevede due step principali: fase di ricerca e fase di perforazione. La fase di ricerca è finalizzata al miglioramento delle conoscenze dell’assetto geologico del sottosuolo e all’identificazione di possibili accumuli di idrocarburi economicamente sfruttabili.
La seconda fase prevede, qualora gli studi svolti nella fase di ricerca confermassero le potenzialità minerarie dell’area in esame, la perforazione di un pozzo esplorativo.”(Rapporto naturalistico “Sulle specie nidificanti-riproducentisi nei Siti della Rete Natura 2000 interessati dal permesso di ricerca idrocarburi “Fantozza” (DM. 12/11/2010) a cura di Alessandro Dall’Alpi, Giovanni Rossi, Giuliano Gandolfi 15/07/2012).

Il tavolo di lavoro permanente formatosi per il referendum del 4 dicembre 2016, composto dai gruppi meet-up del Movimento 5 Stelle di Guastalla, Reggiolo e Novellara con il supporto degli attivisti dei paesi limitrofi (Fabbrico e Rio Saliceto) si pone come priorità l’informazione ai cittadini ma anche e soprattutto mettere in atto tutto ciò che è legalmente e umanamente possibile fare, grazie alla nostra presenza nei consigli comunali di questi paesi, per contrastare questo assurdo progetto, anche con l’aiuto dei nostri portavoce regionali e parlamentari: chiediamo davvero, a gran voce, che Stato e Regione ritornino sui loro passi.

Per dar ambito a questa nostra battaglia, nelle prossime settimane daremo inizio a una raccolta firme che comprenderà tutti i comuni della Fantozza, anche nella provincia di Modena!

5 Giorni a 5 Stelle – Referendum

Referendum Costituzionale

Camera dei Deputati

Camera dei Deputati

Il testo del Referendum Costituzionale per il quale andremo a votare il 4 Dicembre, lo si può trovare sui documenti della camera.it. Ora a Prescindere da ciò che dicono le TV e le Radio, principalmente di proprietà schierata, e a Prescindere da ciò che diciamo noi del MoVimento 5 Stelle sulle ragioni del NO, invito personalmente chiunque a leggersi il documento sottoposto a voto, e se non avete clikkato i link precedenti eccovi IL LINK. Solo dopo essercisi informati, ci si può sentire liberi di votare, e solo dopo essersi informati si può capire molto di ciò che si è visto succedere prima di essersi informati! Ok è spiegato in modo un pò contorto, però…. seriamente, per il voto è morta gente, il voto è una cosa importante, non diamo ragione a chi vuole togliercelo…..

7 Anni in Movimento

In occasione dei 7 anni in Movimento, ecco un bel video che celebra il compleanno e spiega la settimana di parlamento

Vi Ricordo anche che il nostro Evento #iodicono, si terrà il 9 Ottobre in piazza a Novellara dalle 10 alle 12.30, partecipate Numerosi!!!!

NetNeutrality – La UE vi ha appena scollegato da internet – Byoblu.com

Per conoscenza a tutti i nostri lettori, desidero diffondere questa brutta notizia direttamente dal blog di byoblu (Claudio Messora)

Non è bastato l’appello del creatore del World Wide Web, Sir Tim Berners-Lee, che invitava gli eurodeputati, oggi a Strasburgo, a cambiare quel testo maledetto. Del resto, la Commissione Europea e il Consiglio dell’Unione Europea l’hanno studiata bene, consapevoli che i MEP (gergo tecnico per riferirsi ai parlamentari europei) se la sarebbero bevuta, ognuno perso nelle cose sue. Avevano formulato un pacchetto contenente uno specchietto per le allodole, cioè l’abolizione dei costi di roaming negli spostamenti tra i vari stati membri europei, per poi infilarci la polpetta avvelenata, che in questo caso si chiama: fine della Net Neutrality.

Cos’è la Net Neutrality? E’ quella regola d’oro della rete in base alla quale “tutti i bit sono creati uguali”. Ovverosia, fuor di metafora, una volta che sono immessi in rete, non esistono dati di serie A e dati di serie B: le infrastrutture informatiche che li trasportano (che fanno capo agli internet service provider cui paghiamo la bolletta e che stendono i cavi) devono trattarli tutti alla stessa maniera. Sembra cosa di poco conto per chi non è del mestiere, ma provate a riflettere: cosa succede se un fornitore di accesso a internet lancia un’offerta per cui vi dà internet gratis, o a poco prezzo, ma vi mette solo il Corriere della Sera e Repubblica, mentre tutto il resto dei siti internet sono consultabili solo pagando 3 volte tanto? Succede che avere accesso a internet non significa più disporre della libertà di consultare qualunque informazione sia presente in rete, ma solo quella prodotta dai grossi siti convenzionati, cioè solo quella che il nostro fornitore vorrà farci leggere. Certo, uno potrebbe pagare di più per leggere Byoblu, ma siccome c’è crisi e la gente vuole risparmiare, ecco che si creano automaticamente siti a potenziale larga diffusione, e siti di nicchia. Signori, il monopolio è servito.

Altro esempio: se guardi video o notiziari provenienti dal circuito di un grande fornitore media, il video scorre veloce; se viceversa guardi un video proveniente dal canale Youtube di un giornalista indipendente, il video arriva con molta lentezza e lo potrai vedere solo se hai molta, molta pazienza. Il che significa che la forza dirompente della libertà di espressione in rete (che implica, va da sé, la possibilità di essere ascoltati senza filtri o sabotaggi preventivi), se ne va a farsi benedire. Non solo: la stessa libera competizione se ne va a farsi benedire: cosa succede infatti se una nuova società lancia un servizio di video-streaming simile (ma più innovativo e conveniente) a quello di Telecom, solo che non ha gli stessi accordi con i fornitori di rete? Succede che, mentre oggi se la gioca ad armi pari, domani il suo servizio non verrà visto da nessuno.

Guarda il video

Oppure, ancora: gli internet service provider potranno, a loro discrezione, rallentare il traffico internet su determinati servizi, se pensano che vi sia il rischio di una congestione, il che praticamente li mette in grado di rallentarvi il traffico (che ne so: quello che arriva da un sito web molto trafficato, o i podcast) quando vogliono (dato che possono sempre sostenere di avere fatto una previsione sbagliata). Tradotto: se c’è una situazione, una protesta, una forma di aggregazione in rete che va tenuta sotto controllo, può essere rallentata a piacere, quanto basta per evitare che monti troppo ed esca fuori controllo. Magari dopo aver ricevuto una telefonata da un qualche ministero…

Bene, la Net Neutrality è stata una roccaforte da difendere con le unghie e con i denti fin dalla nascita di internet. Negli Usa ci hanno provato ad espugnarla, ma non ci sono riusciti. E i nostri cari europarlamentari cosa fanno? Oggi avevano la possibilità di approvare una serie di emendamenti per ridurre il rischio che la nuova normativa potesse dare il via libera alla fine della libertà della rete. Erano stati avvertiti, pregati, martellati. Invece, al dibattito di questa mattina che illustrava la proposta di legge prima del voto, hanno partecipato solo in 50 su 751. In pratica se ne sono altamente fregati, aprendo un varco a livello mondiale che ora verrà sfruttato dalle grosse lobby per trasformare la rete, da prezioso bene di pubblico dominio, in un loro prodotto da commercializzare. Goodbye freedom! Andremo a controllare chi c’era e chi non c’era, e dovranno renderne conto all’opinione pubblica.

E mentre una grande coalizione internazionale, raccoltasi intorno al Center for Internet and Society della Stanford Law School, composta da accademici, ONG, investitori di ogni livello e società di tutti i tipi, lanciava un appello al Parlamento Europeo per accogliere gli emendamenti (il cui voto di oggi non avrebbe fatto slittare l’adozione del provvedimento sui costi di roaming), qui al solito ce la menavamo con tutt’altri problemi. Ancora adesso, mentre vi hanno appena sfilato internet da sotto il naso (ne parla perfino la BBC), i nostri quotidiani nazionali vi raccontano delle dimissioni di Ignazio Marino.

Link alla notizia: http://www.byoblu.com/post/2015/10/27/la-ue-vi-ha-appena-scollegato-da-internet.aspx

UN REDDITO PER OLT RE 9 MILIONI DI CITTADINI: FAMIGLIE, GIOVANI E PENSIONATI . ECCO COME FUNZIONA.

Se la nostra proposta di legge verrà approvata, ben 9 milioni di cittadini avranno diritto al reddito di cittadinanza, cioè coloro che non hanno alcun reddito o hanno redditi molto bassi. E questo vale per:

– Famiglie in momentanea difficoltà
– Disoccupati in cerca di lavoro
– Giovani in cerca di lavoro
– Pensionati con la minima
– Chiunque improvvisamente perde il lavoro e si trova in difficoltà
Il Reddito di cittadinanza è una vera e propria manovra economica del M5S. Rilancia la domanda interna, investe sui centri per l’impiego disinnescando le agenzie interinali e, insieme al microcredito, investe sulle pmi e sulle start up innovative.
Restituisce dignità ai cittadini come succede in ogni paese civile d’Europa eccetto in Grecia, Ungheria e Italia. Rimette il cittadino e la famiglia al centro della visione politica cercando di dare a tutti la possibilità di progettare o riprogettarsi un futuro.
ESEMPI CONCRETI: QUANTO PERCEPIRO’?
Una famiglia di tre persone, con genitori disoccupati a reddito zero e figlio maggiorenne a carico: il reddito di cittadinanza per la famiglia sarà pari a 1.560 euro al mese.
Una coppia di pensionati con pensioni minime da 400 euro al mese ciascuno: il reddito di cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro al mese, per la coppia, come integrazione al reddito.
POSSO AVERE IL REDDITO ANCH’IO?
Per poter chiedere il reddito di cittadinanza, sono sufficienti questi requisiti:
• Avere più di 18 anni
• Essere italiano (o cittadino residente proveniente da Stati con cui l’Italia ha trattati bilaterali)
• Essere disoccupato o inoccupato
• Percepire un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà
• Percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà
(la soglia di povertà, in Italia, per nuclei familiari composti da un unico individuo è di 780 euro al mese. Detta soglia varia in funzione del numero di persone che compongono il nucleo familiare).

 

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COSA DOVRO’ FARE DOPO?
Se hai diritto a percepire il reddito, per conservarlo ti verrà richiesto di adempiere ad alcune regole:
• Iscriverti presso i Centri per l’impiego e renderti subito disponibile a lavorare;
• Iniziare un percorso per essere accompagnato nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà
di trovare un impiego;
• Offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (8 ore settimanali);
• Frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
• Effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
• Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
• Accettare uno dei primi tre lavori che ti verranno offerti.
E SE IO HO GIA’ UN LAVORO?
Se hai un lavoro a tempo pieno ma sei sottopagato, avrai diritto all’integrazione del reddito. La nostra legge ha pensato a te: prevede infatti anche l’introduzione di un salario minimo orario. Nessuno potrà più essere pagato meno di 9 euro l’ora!
Se invece hai un lavoro part time, il tuo salario sarà integrato fino ad arrivare a 780 euro al mese.

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E PER LE IMPRESE?
• Incentivi per le aziende che assumono chi ha reddito di cittadinanza;
• Laboratori per la creazione di nuove imprese nei Centri per l’impiego;
• Concessione di beni demaniali per le start up innovative;
• Concessione delle terre demaniali abbandonate per progetti di recupero agricolo.
LE NOSTRE COPERTURE
Le coperture ci sono! La nostra proposta di legge prevede un costo di quasi 17 miliardi di euro di cui 15,5 miliardi da destinare al sostegno economico (dato avvalorato dall’ISTAT) e 1,4 miliardi per incrementare il fondo per l’abitazione, rafforzare i Centri per l’Impiego e per la creazione di nuova impresa e di start up innovative. Alcune delle nostre coperture sono: Tagli alla spesa della P.A., Taglio alle spese militari, Aumento tassazione di banche ed assicurazioni, Riduzione pensioni d’oro, Tassazione gioco d’azzardo.
(Fonte: ISTAT Modello di microsimulazione sulle famiglie link: http://www.istat.it/it/files/2014/05/Rapporto-annuale-2014.pdf (pag 228

SILENZIO, ….. C’E’ IREN !

Nota di Francesco Fantuzzi , laureato in economia e commercio e docente al liceo scientifico Aldo Moro di Reggio, componente del comitato No Alla Multiutility del Nord

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Il deposito cauzionale sulla bolletta dell’acqua: perché i soci pubblici non dicono nulla?
L’ennesimo atto di arroganza verso gli oltre 27 milioni di cittadini che, quattro anni fa, hanno stabilito che l’acqua non sia trattata come una merce, e in palese contrasto con la Costituzione, che prevede all’art.3 che tutti i cittadini siano in egual misura sottoposti alla legge.
I soci pubblici, ancora maggioranza in Iren, non hanno nulla da eccepire?
Le bollette dell’acqua che molti utenti stanno ricevendo in queste settimane contengono una nuova voce di pagamento, il deposito cauzionale introdotto dall’Aeeg: si tratta di una somma da cui IREN andrà ad attingere in caso di morosità del cliente, incassando pertanto in anticipo somme solo eventualmente dovute in futuro.
Tale voce non riguarda gli utenti che hanno disposto la domiciliazione bancaria, postale o su carta di credito della propria bolletta.
L’individuazione della somma sarà stabilita sulla base del consumo storico o, se tale dato non è disponibile, della stima della fascia di consumo in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare.
Tale disposizione è, di tutta evidenza, illegittima e ingiusta.
Illegittima in quanto discriminatoria e in contrasto con la nostra Carta, perché non tratta tutti gli utenti allo stesso modo.
Ingiusta, in quanto penalizza coloro che non pagano con domiciliazione bancaria le bollette dell’acqua, presupponendo, non si comprende in base a quale principio, una maggiore probabilità di morosità future, e favorendo, ancora una volta, il sistema creditizio.
Se poi consideriamo che con tale norma viene introdotta una mera facoltà per i gestori, che possono, ma non sono tenuti, a richiedere il deposito cauzionale, sorge spontanea una domanda: che pensano gli azionisti pubblici di questo ennesimo sopruso nei confronti dei cittadini che dovrebbero rappresentare?
Il Tavolo nomaxiutility invita pertanto gli amministratori locali a far rispettare la Costituzione, richiedendo a Iren di non applicare in nessun caso la norma in questione e restituendo peraltro nelle prossime bollette le somme già illegittimamente trattenute.
Cosa succederà poi quando, finalmente, la gestione dell’acqua passerà ad una società pubblica? Entro quanto tempo IREN sarà poi tenuta a restituire la cauzione?
E, questione non ultima per importanza, quanti milioni di euro IREN stessa sta incassando in anticipo al fine di mettere qualche pezza al suo drammatico stato di insolvenza?
Infine, quando restituirà i 21 milioni di euro indebitamente incassati nel nostro territorio a seguito dell’esito referendario?
Sindaci, battete un colpo. Evitate un nuovo caso De Sanctis.

(Nota: Nicola De Sanctis ha recentemente lasciato la carica di amministratore delegato di Iren. Il comunicato di IREN : ” De Sanctis, che manterrà il rapporto di dirigente fino al 31 dicembre 2015, percepirà alla sua uscita una buonuscita di 900 mila euro, a cui si aggiungono 50 mila euro di bonus maturato sui risultati 2014 e 400 mila euro per l’incarico dirigenziale. ” …… Tutto questo in meno di 18 mesi di lavoro da Amministratore Delegato !!! Mi raccomando: tenetele sempre a mente queste situazioni, informate chi vi è vicino: solo con sapere, conoscenza, informazione possiamo fare qualcosa davvero per il nostro futuro).

Risultati m5s

Esiste un sito da pochi giorni a questa parte che raccogli i risultati del Movimento 5 Stelle, ed oggi ve lo presentiamo: www.risultatim5s.it.
Il sito nasce con l’intento di ‘scoraggiare’ coloro che impungando il giornale dicono che il Movimento non fà nulla, noi attivisti ad ogni banchetto ed ogni volta che parliamo di politica con gli amici spieghiamo che l’informazione è manovrata/comandata da chi stà al governo, bene, oggi abbiamo un raccoglitore di vittorie, che dice cosa abbiamo fatto in concreto, non spiega tutto ma solo le nostre vittorie, fatto stà che sono proprio quelle che rimangono scritte nella storia, quindi buona lettura, e buona informazione

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