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Tangenziale, l’attesa infinita

Tutti a Novellara aspettavamo con ansia il pronunciamento del Consiglio Di Stato circa il ricorso presentato da Comune e Provincia contro la sentenza di primo grado del TAR di Parma che aveva accolto le istanze di alcuni cittadini sulla impossibilità di effettuare ulteriori espropri a loro carico.
Una legge regionale del maggio 2016 pareva improvvisamente avere dato una mano alla nostra incerta amministrazione nell’iter burocratico. Ora invece cade una ulteriore tegola dal tetto che tenta di coprire l’infinita attesa di migliaia di cittadini esasperati.
Il Consiglio di Stato sospende il proprio giudizio mandando tutto alla Corte Costituzionale che si dovrà esprimere sulla legittimità o meno della legge regionale di soccorso, rendendo evidente un palese dubbio sulla norma regionale stessa.
riferimento sentenza, visibile a tutti: N. 00297/2017 REG.PROV.COLL.
N. 03115/2016 REG.RIC.N. 03148/2016 REG.RIC.
Torniamo ad una fase di stallo dove nulla è risolto col timore di vedere ancora per tanto tempo Novellara congestionata, inquinata, sporcata e attraversata dal solito continuo traffico.
Sono trascorsi 30 anni dalle promesse di una tangenziale che ci avrebbe finalmente liberati dal traffico. Vi diranno che manca solo l’ultimo pezzo. Certo, l’ultimo pezzo, ma il pezzo nevralgico, quello principale.
In aperta campagna tutto è stato semplice, ma è a ridosso del centro abitato che sono sorti problemi e contrasti.
Forse troppo a ridosso del centro abitato? E infinite battaglie legali molto costose, Nuovi POC (Piani Operativi Comunali) che hanno fatto perdere altro tempo.
30 anni di attesa e siamo ancora qui ad aspettare una sentenza della Corte Costituzionale, new entry nella ennesima battaglia legale, che deve giudicare se la legge regionale rispetti i principi di costituzionalità.
Durante la serata pubblica indetta dal Comitato Pro-Tangenziale nel gennaio 2016 è stato comunicato dai rappresentanti del Comune alla cittadinanza che non esiste un piano B.: non ci sono in atto ulteriori possibilità.
Come m5s, oltre a domandare alla giunta di prendere in considerazione un alternativa, i nostri consiglieri comunali Giovanni Mulè e Stefano Paterlini insieme a Gianluca Sassi, consigliere regionale, nella primavera scorsa hanno incontrato il comitato pro tangenziale per discutere le problematica, inoltre, in diverse occasioni abbiamo inviato diverse interrogazioni e interpellanze al comune, tutte reperibili sul nostro blog.
Sembrerebbe che Il piano b non viene preso in considerazione dal comune perché sarebbe troppo oneroso e farebbe perdere ulteriore tempo, questa è la motivazione che ci è stata fornita.
Non è educato rispondere ad una domanda con altra domanda, ma stavolta ci sta, ci sta eccome: quanto ci è già costato tutto ciò per non avere nulla in mano del tratto fondamentale della nostra strada?
Quanta salute abbiamo ceduto?
Quanto inquinamento abbiamo respirato?

Forse molto, molto di più che rifare tutto e trovare una soluzione diversa da quella dettata dall’insistenza e dalla testardaggine, esse possono portarti lontano, ma possono anche impedirti di andare oltre.

5 Giorni a 5 Stelle – Referendum

Referendum Costituzionale

Camera dei Deputati

Camera dei Deputati

Il testo del Referendum Costituzionale per il quale andremo a votare il 4 Dicembre, lo si può trovare sui documenti della camera.it. Ora a Prescindere da ciò che dicono le TV e le Radio, principalmente di proprietà schierata, e a Prescindere da ciò che diciamo noi del MoVimento 5 Stelle sulle ragioni del NO, invito personalmente chiunque a leggersi il documento sottoposto a voto, e se non avete clikkato i link precedenti eccovi IL LINK. Solo dopo essercisi informati, ci si può sentire liberi di votare, e solo dopo essersi informati si può capire molto di ciò che si è visto succedere prima di essersi informati! Ok è spiegato in modo un pò contorto, però…. seriamente, per il voto è morta gente, il voto è una cosa importante, non diamo ragione a chi vuole togliercelo…..

7 Anni in Movimento

In occasione dei 7 anni in Movimento, ecco un bel video che celebra il compleanno e spiega la settimana di parlamento

Vi Ricordo anche che il nostro Evento #iodicono, si terrà il 9 Ottobre in piazza a Novellara dalle 10 alle 12.30, partecipate Numerosi!!!!

15 GRADINI

Dallo studio del bilancio comunale,  che verrà approvato oggi ’11 di giugno, ma, che è stato presentato anticipatamente alla cittadinanza in due occasioni nel mese di maggio, emerge evidente una realtà di fatto: a Novellara ci sono i gradini più cari d’Italia. 008
15 gradini 160 mila euro, 10.666€ l’uno: è questa la cifra che il comune ha preventivato per la sistemazione della gradinata che dalle basse della rocca porterà al centro commerciale naturale, il nostro centro storico.

In discussione non è il progetto in se, nel quale è stata inserita anche la rampa per le persone disabili che ad oggi non c’è, anzi, era ora che fosse sistemata, il nostro “storcere il naso” nasce dal fatto che siamo di fronte all’ennesimo sperpero.

Dopo una seconda lettura dei dati, risulta che non sono tasse dirette dei contribuenti novellaresi ma sono gli oneri dovuti di urbanizzazione: i soldi del Bennet, che verrà costruito nel 2017.
Questi 15 gradini sono solo l’inizio di una lunga scia di stranezze economiche spropositate inserite all’interno del bilancio come è il caso delle ciclabili:

  • Via Leningrado ciclabile 435 mila euro per 600 mt di ciclabile;
  • Via colombo 200 mila euro 700 mt;
  • Località san Bernardino 170 mila 1,300km;
  • Via valle 280 mila euro per 4 km;
  • Località San Giovanni 475 mila euro per 4,5km di ciclabile.

pista
Alla luce di questi dati abbiamo presentato una mozione e un interpellanza relativa al tema ciclabili. La mozione presentata verte sul fatto che a breve saranno disponibili dei fondi per le ciclabili, stanziati grazie al movimento 5 stelle, mentre, l’interpellanza è incentrata appunto su questi progetti così costosi. I testi sono reperibili sul nostro blog.

Sfogliando il bilancio, tra le voci meno sostanziose abbiamo trovato che sono stati stanziati 35 mila euro per la filo diffusione sotto i portici. Su questo punto c’è da aprire una parentesi, come è noto i portici sono un punto nevralgico e vitale per la vita sociale del novellarese medio, le chiacchere sotto al portico fanno parte della cultura della nostra cittadinanza; le chiacchere sotto il portico costituiscono già per la loro natura la musica della nostra piazza. Considerato ciò: un progetto come la filo diffusione che tipo di benefici può portare? Oltre ad essere una fonte di inquinamento acustico, il costo di questo progetto non è spropositato? Siamo di fronte all’ennesimo caso di sperpero di danaro pubblico?

Ma la scia dei misteri è lunga e insidiosa come dimostra il progetto per lo sgambamento canino.

A settembre 2014 abbiamo presentato una mozione per la creazione di queste aree. Durante il consiglio comunale, in cui abbiamo trattato questo punto, la giunta ci aveva chiesto di ritirarla per poterne discutere in commissione ambiente, in quanto la cifra per la costituzione di un area di questo tipo era molto onerosa, ebbene, nel bilancio alla voce aree di sgambamento canino l’importo stanziato per questo progetto è di 30.000€.

Nell’interpellanza inviata al sindaco abbiamo domandato perché il comune di Novellara deve stanziare cifre così alte quando ci sono amministrazioni che ne spendono 8000 (allegando preventivi di spesa e spese reali di altri comuni per progetti simili).

Il comune, inoltre, da in affidamento alla Novellara servizi, che si occupa del cimitero, il teatro. Novellara servizi si è impegnata ad assumere attraverso  un affidamento diretto, cioè senza gara d’appalto, un manager che gestirà il teatro, inoltre, si occuperà novellara001 delle pulizie e della messa in sicurezza del teatro stesso, il costo è 60 mila euro nel 2015, 120 nel 2016 altretanti per il 2017.

Concludendo abbiamo presentato un emendamento che redistribuisce un importo di circa un milione di euro verso progetti riguardanti il potenziamento energetico, i vigili urbani, la scuola e i servizi sociali, e la sicurezza (previsti in bilancio solo 20 mila euro).

Sarebbe un bellissimo sogno vedere rafforzati questi servizi per i cittadini invece di assistere al solito arricchimento dei solito gioco di appalti verso il soliti noti.

Inoltre, con una redistribuzione di questo surplus non sarebbe necessario l’aumento dell’IMU sui capannoni che il comune metterà ed altre tasse, però per via di leggi nazionali non è possibile distribuire questi risparmi che menzioniamo ai cittadini come detto sopra e la domanda sorge spontanea: il patto di stabilità e l’armonizzazione contabile, nascono dal presupposto di far cassa “politica” in quanto l’attuale governo prevede una fine a breve termine visto il trend dell’opposizione?

UN REDDITO PER OLT RE 9 MILIONI DI CITTADINI: FAMIGLIE, GIOVANI E PENSIONATI . ECCO COME FUNZIONA.

Se la nostra proposta di legge verrà approvata, ben 9 milioni di cittadini avranno diritto al reddito di cittadinanza, cioè coloro che non hanno alcun reddito o hanno redditi molto bassi. E questo vale per:

– Famiglie in momentanea difficoltà
– Disoccupati in cerca di lavoro
– Giovani in cerca di lavoro
– Pensionati con la minima
– Chiunque improvvisamente perde il lavoro e si trova in difficoltà
Il Reddito di cittadinanza è una vera e propria manovra economica del M5S. Rilancia la domanda interna, investe sui centri per l’impiego disinnescando le agenzie interinali e, insieme al microcredito, investe sulle pmi e sulle start up innovative.
Restituisce dignità ai cittadini come succede in ogni paese civile d’Europa eccetto in Grecia, Ungheria e Italia. Rimette il cittadino e la famiglia al centro della visione politica cercando di dare a tutti la possibilità di progettare o riprogettarsi un futuro.
ESEMPI CONCRETI: QUANTO PERCEPIRO’?
Una famiglia di tre persone, con genitori disoccupati a reddito zero e figlio maggiorenne a carico: il reddito di cittadinanza per la famiglia sarà pari a 1.560 euro al mese.
Una coppia di pensionati con pensioni minime da 400 euro al mese ciascuno: il reddito di cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro al mese, per la coppia, come integrazione al reddito.
POSSO AVERE IL REDDITO ANCH’IO?
Per poter chiedere il reddito di cittadinanza, sono sufficienti questi requisiti:
• Avere più di 18 anni
• Essere italiano (o cittadino residente proveniente da Stati con cui l’Italia ha trattati bilaterali)
• Essere disoccupato o inoccupato
• Percepire un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà
• Percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà
(la soglia di povertà, in Italia, per nuclei familiari composti da un unico individuo è di 780 euro al mese. Detta soglia varia in funzione del numero di persone che compongono il nucleo familiare).

 

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COSA DOVRO’ FARE DOPO?
Se hai diritto a percepire il reddito, per conservarlo ti verrà richiesto di adempiere ad alcune regole:
• Iscriverti presso i Centri per l’impiego e renderti subito disponibile a lavorare;
• Iniziare un percorso per essere accompagnato nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà
di trovare un impiego;
• Offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (8 ore settimanali);
• Frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
• Effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
• Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
• Accettare uno dei primi tre lavori che ti verranno offerti.
E SE IO HO GIA’ UN LAVORO?
Se hai un lavoro a tempo pieno ma sei sottopagato, avrai diritto all’integrazione del reddito. La nostra legge ha pensato a te: prevede infatti anche l’introduzione di un salario minimo orario. Nessuno potrà più essere pagato meno di 9 euro l’ora!
Se invece hai un lavoro part time, il tuo salario sarà integrato fino ad arrivare a 780 euro al mese.

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E PER LE IMPRESE?
• Incentivi per le aziende che assumono chi ha reddito di cittadinanza;
• Laboratori per la creazione di nuove imprese nei Centri per l’impiego;
• Concessione di beni demaniali per le start up innovative;
• Concessione delle terre demaniali abbandonate per progetti di recupero agricolo.
LE NOSTRE COPERTURE
Le coperture ci sono! La nostra proposta di legge prevede un costo di quasi 17 miliardi di euro di cui 15,5 miliardi da destinare al sostegno economico (dato avvalorato dall’ISTAT) e 1,4 miliardi per incrementare il fondo per l’abitazione, rafforzare i Centri per l’Impiego e per la creazione di nuova impresa e di start up innovative. Alcune delle nostre coperture sono: Tagli alla spesa della P.A., Taglio alle spese militari, Aumento tassazione di banche ed assicurazioni, Riduzione pensioni d’oro, Tassazione gioco d’azzardo.
(Fonte: ISTAT Modello di microsimulazione sulle famiglie link: http://www.istat.it/it/files/2014/05/Rapporto-annuale-2014.pdf (pag 228

IREN: 3 INTERROGAZIONI DEL M5S A REGGIO EMILIA E ROMA

IREN: IL M5S PRESENTA CONTEMPORANEAMENTE TRE INTERROGAZIONI SIA IN PARLAMENTO CHE AL SINDACO DI REGGIO EMILIA.

Le vicende relative a IREN coinvolgono una molteplicità di interessi che potrebbero essere in contrasto. Gli azionisti si aspettano dividendi adeguati, come indicato anche nella mission del Gruppo Iren.

I cittadini si aspettano che i beni comuni vengano gestiti in maniera efficace ed efficiente nel rispetto dell’ambiente e delle loro necessità e con l’applicazione di tariffe che non vengano continuamente aumentate per coprire inefficienze di gestione e investimenti sbagliati.
Il Movimento 5 stelle è vicino ai cittadini, la politica abbia il dovere di spiegare le sue scelte e di condividere con il territorio le decisioni che ricadono sulle vite delle persone.
I dati di bilancio di IREN comunicati nell’ultima relazione semestrale non fanno che aumentare la preoccupazione. Il livello di indebitamento finanziario netto è salito a quasi due miliardi e mezzo in 6 mesi IREN ha dovuto pagare 65 milioni di euro di oneri finanziari.
La fusione con un’altra azienda multiservizi avrebbe il vantaggio di creare un “carrozzone” troppo grande per fallire, un labirinto all’interno del quale far perdere le tracce delle conseguenze e dei responsabili di tutte le scelte gestionali e strategiche messe in atto negli ultimi anni che ci stanno danneggiando e che ci danneggeranno in futuro.
Per questo motivo il Movimento 5 Stelle, con Maria Edera Spadoni e Alessandra Guatteri, ha presentato 3 interrogazioni – rispettivamente in Parlamento e al Sindaco di Reggio Emilia- per chiarire alcuni punti critici:

– chi sono gli azionisti interessati ai dividendi di IREN. Ci sono aziende con sede in paradisi fiscali che hanno investito in IREN tramite intermediari?

– come sono stati valutati a bilancio il rigassificatore di Livorno, costato quasi 900 milioni di euro di cui 450 a carico di IREN, che a gennaio ancora non era funzionante per mancanza di contratti di fornitura e di domanda di gas e le centrali di Tusciano e Turbigo, entrate nel perimetro IREN nel 2013, attive per il servizio di generazione di energia elettrica, che tra l’altro nel primo semestre del 2014,  hanno fatto segnare un calo del risultato operativo del 40% a fronte di una diminuzione dei ricavi del 14%?

– quali decisioni sono state prese o quali indicazioni sono state date dai soci afferenti al subpatto emiliano (ex soci Enia) e dal subpatto reggiano, in considerazione dell’eventuale fusione di IREN con un’altra società multiservizi per la creazione di una grande multiutility del nord?

Domande precise che aspettano una risposta.


Alessandra Guatteri Consigliere Comunale Reggio Emilia
Movimento 5 Stelle
Maria Edera Spadoni
Cittadina alla Camera dei
Deputati Movimento 5 Stelle

” … agli smemorati o a chi non lo sa che mondo vogliamo.”

EPPURE DOVREBBE ESSERE FACILE

di Alessandro Di Battista – 22/10/2014

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Se solo noi tutti valutassimo una forza politica per le leggi che deposita e per come vota in aula avremmo in mano un potere immenso. Eppure diamo retta ai gossip, ci comportiamo da ultras, ci informiamo leggendo un titolo di un giornale quando con un briciolo di impegno, andando sul sito della Camera, si scoprirebbe con chiarezza come stanno le cose.

Ma forse è proprio questo il punto. Molti hanno paura di scoprire le cose come stanno. Sarebbe difficile accettare passivamente il fatto che la Repubblica italiana sia nata dalla Trattativa Stato-Mafia. Sarebbe difficile accettare che il partito di Berlinguer sia in mano a Berlusconi o che i valori di destra, quei valori sani, l’onestà, la lealtà e rispetto vengano incarnati oggi da uno come Gasparri.

E’ anche difficile accettare passivamente che moltissime notizie che ascoltiamo in TV o leggiamo sui giornali non sono semplicemente manipolate, sono false. C’è un sistema intero – che anche in tempo di crisi riesce a campare sulle spalle di milioni di cittadini – che prova orrore per una forza politica che vuole cambiarlo radicalmente.

Eppure dovrebbe essere facile non credete? Quando ci toglieremo via i paraocchi e saremo liberi di valutare senza pregiudizi cosa una forza politica intende fare? Ogni tanto è bene ricordare agli smemorati o a chi non lo sa che mondo vogliamo.

Noi cittadini (il M5S è solo uno strumento che ci ha permesso di portare nel Palazzo le idee di tutti):

1. Vogliamo tagliare gli stipendi ai parlamentari (e infatti ce li siamo tagliati).
2. Vogliamo abolire il finanziamento pubblico ai partiti (e infatti non abbiamo preso un centesimo di rimborso elettorale).
3. Vogliamo che i parlamentari siano come tutti i cittadini, non casta ma dipendenti pubblici. E infatti nessuno di noi utilizza auto blu (alcuni ne avrebbero diritto).
4. Vogliamo uscire da tutte le guerre e spendere una parte di quello che si risparmia smettendo di bombardare per aiutare le popolazioni in difficoltà nei loro paesi (perché oggi i disperati-profughi-clandestini sono troppi in Italia, cosa diavolo c’entra il razzismo? Oggi l’Italia non ha possibilità socio-economiche per accoglierli tutti, lo capisce anche un bambino ma queste frasi prese e copiate su un giornale di regime ti fanno passare per xenofobo) e l’altra parte per migliorare lo stato sociale in Italia, scuola pubblica, trasporti pubblici e sanità pubblica.
5. Vogliamo una legge sul conflitto di interessi vera, perché risolvere questo problema crea posti di lavoro.
6. Vogliamo dare incentivi statali a chi si auto-produce cibo, energia e a chi non produce rifiuti. Questi sono gli incentivi che servono non quelli per comprare il decoder del digitale terrestre.
7. Vogliamo investire nella prevenzione di frane e alluvioni. Non piangere i morti, fare minuti di raccoglimenti e poi sfruttare l’emergenza per dare quattrini alle mafie.
8. Vogliamo che in galera ci vadano anche i colletti bianchi e non solo i poveri cristi, perché spacciare erba è un reato e fino a che esiste questa legge si deve rispettare ma falsificare un bilancio di una grande azienda, spolparla e mandarla in malora mentre porti denari in Svizzera manda per strada migliaia di famiglie e queste sono azioni che hanno una pericolosità sociale più alta di uno scippo (che va punito – ripeto – come vuole la legge)
9. Vogliamo un paese sovrano, non suddito della UE, delle multinazionali USA o del gas russo. Per questo da 2 anni proponiamo leggi per crerla questa sovranità, sia essa alimentare, politica, energetica o monetaria
10. Vogliamo un Paese dove stiano meglio tutti, i ricchi restino ricchi se hanno fatto soldi legalmente, gli straricchi diano qualcosina per chi vive in miseria. I pensionati d’oro siano felici di vedersi tagliata una parte della loro pensione per alzare le minime.

Vogliamo e lottiamo solo per un mondo più giusto. Se solo fossimo meno egoisti tutti quanti. Se solo fossimo meno egoisti tutti quanti forse qualcuno avrebbe un conto in banca leggermente più basso ma non soffrirebbe nel vedere un figlio che va via dall’Italia, una spiaggia deturpata da un gasdotto, mondezza davanti alla casa dove si passa il Natale, dei morti nel canale di Sicilia costretti dalla fame creata ad arte ad abbandonare le loro case o strade piene di fango se piove 3 giorni. Vogliamo solo lasciare un’Italia più pulita di quella che abbiamo trovato, dal Circo Massimo al Parlamento passando per le scuole, le strade e gli ospedali.

Per sognare questo e voler cacciare via chi ci ha impedito di sognare negli ultimi 30 anni siamo diventati il nemico numero uno di tutto un sistema. Questo è un dato di fatto, mi auguro che chi questo sistema lo subisce non ne diventi complice. A riveder le stelle!

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