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Intenzioni di voto consiglio comunale 27 aprile

Questa sera  si terrà  la seduta del consiglio comunale di Novellara.
Il punto 8) è un ordine del giorno del sindaco riguardante la ricerca di idrocarburi “ Fantozza ” .
Il m5s ne chiede la modifica proponendo un emendamento in cui: “…si ribadisce la contrarietà a qualsiasi progetto e attività di prospezione ricerca e coltivazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo di gas naturale che prevedono impatti ambientali negativi sul territorio e sulle zone dei sismi del 2012…”
Il nostro obbiettivo è di ampliare il raggio d’azione di tale delibera, per cui non solo devono essere  compresi gli “impatti ambientali negativi” ma “qualsiasi tipo d’impatto ambientale.”
Perché questo?
Ci hanno insegnato fin da piccoli che le parole hanno un senso ed un significato ben preciso.
Perché scritto in tale modo l’ordine del giorno non significa nulla: è un contentino per Aleanna
Resources (che nei suoi rapporti parla di impatti ambientali secondo loro nulli), non scontenta Bonaccini e la sua Giunta Regionale e soprattutto rassicura gli elettori pd che dalla lettura superficiale possono rimanere favorevolmente colpiti da un odg di questo tipo, che a nostro parere è privo di efficacia.
Chi non è contrario ad effettivi negativi sul proprio territorio di una qualsiasi attività ?
Sarebbe davvero assurdo l’opposto. Chiunque su questa Terra lo è.
Il problema vero è che gli effetti, quando si scoprono negativi, significa che si stanno già verificando, cioè che è già troppo tardi per qualsiasi opposizione o contrapposizione.
Ad esempio già nel 2013 con la delibera n. 16, portata in tutti i comuni dell’unione, non veniva fatta nessun tipo di distinzione sulle ricerche, mentre ora si esprime contrarietà solo a ricerche ad impatto negativo: perché oggi si differenzia?
Quali sono gli impatti ambientali non negativi della ricerca  “ Fantozza ” ?
Il m5s è contrario a qualsiasi tipo di ricerca sul nostro territorio a priori anche solo esplorativa, conoscitiva ecc… che abbia come finalità la ricerca di idrocarburi o ancora peggio per lo stoccaggio degli stessi, perché essa può gettare pericolose basi con tutto ciò che ne consegue.
Non è possibile che nel 2017 si parli ancora di idrocarburi e di petrolio, quando è unanimemente accertato che sono una fonte energetica in esaurimento, stimato entro 40 anni. E’ necessario un cambio di rotta immediato verso le rinnovabili e queste concessioni, rinvigorite dallo  “ Sblocca Italia ” di Renzi altro non sono che politica vecchia di 30 anni.
PERTANTO, IL NOSTRO EMENDAMENTO, SE NON VERRA’ ACCETTATO , DETERMINERA’  IL NOSTRO VOTO DI CONTRARIETÀ A QUESTO ORDINE DEL GIORNO, CHE COSI ’ COME  E ’ SCRITTO RAPPRESENTA SOLO FUMO NEGLI OCCHI E NON SERVE A NULL ’ ALTRO CHE A FAR  CORRERE AI RIPARI LE AMMINISTRAZIONI PD, VISTO IL RISCHIO DI PERDITA DI CONSENSO DEI CITTADINI SU UN COSI’ DELICATO ARGOMENTO.

La regione Emilia Romagna ha fatto una pessima figura non comunicando alle amministrazioni locali lo sblocco di tali concessioni.
Chiederemo dov ’erano le amministrazioni comunali nel 2009 quando in regione con Aleanna s’incontravano per discutere del progetto  “Fantozza” ?
Che intenzioni di voto hanno espresso all’epoca i loro predecessori?
Perché non è stata fatta nessuna commissione ambiente trasversale per questa mozione?
Consiglio comunale 27 aprile 2017

Giovedì 27 in consiglio comunale a NOVELLARA, sarà discussa la nostra mozione aria pulita in cui chiediamo alla giunta di prendere dei provvedimenti riguardo al problema dei vari sforamenti che ci sono stati a Reggio e provincia delle polveri sottili; un ODG (punto8) su suggerimento del sindaco chiamato “ricerca idrocarburi area fantozza ” , tema a noi molto caro in vista della raccolta firme a tappeto che stiamo coordinando con il comitato “no fantozza”. Pertanto, invitiamo tutti i cittadini novellaresi a partecipare.

“Tratta bene la terra non è un eredita’ dei nostri padri ma un prestito dei nostri figli”

Antico detto masai, Kenia.

TRATTA BENE LA TERRA! NON È UN’EREDITÀ DEI NOSTRI PADRI MA UN PRESTITO DEI NOSTRI FIGLI

Le prime tracce della ricerca “Fantozza” (vecchio nome delle aree gonzaghesche) risalgono agli anni novanta. Questa richiesta di ricerca è pervenuta in regione dalla AleAnna Resources, una società del Delaware / USA con sede a Roma.

(Fonte Ministero Dello Sviluppo Economico)

Lo studio copre un area che si estende per 102 chilometri quadrati tra i Comuni di Guastalla, Novellara, Campagnola Emilia, Fabbrico, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto, e a seguito del recente sblocco della concessione si pone come fine l’esecuzione dei sondaggi per la ricerca di idrocarburi (petrolio, ma anche metano e butano) nel sottosuolo della Bassa Reggiana. Ma il primo vero tassello di questa kafkiana vicenda risale al 2009 (giunta Errani): è proprio in questi anni infatti che iniziano le prime delibere regionali e studi d’impatto ambientale sulla spinta delle autorizzazioni promosse dal Ministero dello Sviluppo Economico (IV governo Berlusconi). La delibera regionale viene sospesa nel 2014 a seguito del sisma del 2012. A fine 2016 la Regione si pronuncia positivamente sulla confermata compatibilità ambientale, revocando la sospensiva della delibera post-sisma e concedendo il via libera, questa volta sotto un nuovo impulso proveniente dallo “sblocca Italia” del governo Renzi.
I nostri comuni (con giunte a maggioranza PD, come quella Regionale) sono stati informati di questo sblocco dai proprietari terrieri che hanno precedentemente ricevuto una lettera dalla società AleAnna. Non dobbiamo dimenticare che, come da delibera regionale,la ricerca non è solo incentrata sugli idrocarburi e simili ma comprende anche ricerche di aree idonee allo stoccaggio degli stessi. L’Emilia Romagna con i suoi sei siti nelle provincie di Bologna, Ferrara, Piacenza, Parma e Ravenna, è la seconda regione con il più alto numero di siti di stoccaggio, solo dopo la vicina Lombardia, prima con nove siti (fonte ministero dello sviluppo economico).
Tutta questa vicenda è la ulteriore attestazione confermata da continue dimostrazioni di quanto i nostri governanti siano incapaci di avere una visione futuristica del sistema Energia e delle risorse che lo determinano: si parla ancora di stoccaggio perché il nostro programma energetico attuale, basato su energie fossili, è in agonia, e l’esaurimento delle risorse è stimato in un arco temporale di circa 40 anni.

“… I combustibili fossili non sono risorse rinnovabili, dato che il processo di fossilizzazione della sostanza organica è estremamente lungo e la quantità che oggi si fossilizza è trascurabile rispetto ai fabbisogni energetici della società in cui viviamo….Questo comporta un progressivo esaurimento dei giacimenti e quindi delle scorte disponibili, a fronte di un progressivo e costante aumento della domanda di energia con conseguente aumento dei prezzi. Da: wikipedia).”

Quindi, nasce in questo contesto l’imposizione del gasdotto assolutamente non casuale che ha luogo in Puglia, assieme a queste nuove ricerche di idrocarburi e siti di stoccaggio rinvigorite e liberalizzate dal governo Renzi con lo “Sblocca Italia”. E’ dagli anni sessanta che ci propinano solo e sempre le solite soluzioni e non riescono ad andare oltre la logica del profitto immediato. Cambiano i governi e le bandiere politiche che li sostengono, ma la visione che hanno del nostro paese è ancorata ad un modello del passato sempre più anacronistico e antistorico: il futuro è nelle rinnovabili e non nei fossili.

“Nel piano energetico del M5S è prevista una vera e propria rivoluzione verde che prevede la completa uscita dell’Italia dalle fonti fossili entro il 2050. Per progettare un piano energetico nazionale occorre voler pensare nell’ordine di decenni; occorre avere una visione, un obiettivo a lungo periodo a cui si cerca di tendere, tutte caratteristiche di cui i politici fanno volentieri a meno concentrati come sono sui titoli dei giornali del giorno dopo o al massimo sulle prossime elezioni. Le sorti del Paese fra venti o trent’anni interessano poco o nulla” – Sassi e Spadoni, consigliere regionale M5S e cittadina M5S in parlamento.

Concedere queste ricerche significa anche provocare conseguenze con un forte impatto ambientale: zone, che conosciamo bene, in cui basta davvero poco per rompere equilibri secolari delicatissimi. Non a caso le valli di Novellara e Reggiolo rientrano in un percorso di più ampio respiro denominato dalla regione stessa “Natura 2000″. Questo protocollo è il connubio di più direttive europee, 92/43 “Habitat” e direttiva 2009/147/CE “Uccelli” come rileviamo dal sito stesso della Regione:

“la Regione si occupa della gestione complessiva del sistema territoriale delle aree protette e dei siti della rete Natura 2000, adottando indirizzi e norme per la loro istituzione, pianificazione e gestione, per conto del Ministero per l’Ambiente e della Commissione Europea e coordinando l’azione degli enti di gestione.
Natura 2000 è il sistema organizzato (Rete) di aree (siti e zone) destinato alla conservazione della biodiversità presente nel territorio dell’Unione Europea, ed in particolare alla tutela degli habitat (foreste, praterie, ambienti rocciosi, zone umide) e delle specie animali e vegetali rari e minacciati.”

VISUALE DELL’AREA

“valli Reggiolo/Novellara che fanno parte del progetto NATURA2000”

particolare dell’area area fantozza – fonte ministero dello sviluppo economico

Nel gennaio 2017 è stato firmato un protocollo per inserire la Valle del Po nel progetto dell’Unesco che coinvolge 50 Comuni rivieraschi di Emilia Romagna e Lombardia. Questo protocollo ci tocca molto da vicino perché sono comprese proprio le aree interessate dal progetto “Fantozza”: la Valli di Novellara-Reggiolo assieme ad alcune zone golenali di Guastalla.
Da ciò si evince l’assurda ipocrisia politica nostrana e lo scollamento tra territori e Regione, nonostante che la giunta Bonaccini batta bandiera PD così come per la stragrande maggioranza dei nostri comuni.

Nello specifico il progetto di ricerca permetterà a grossi camion 4×4 di transitare sulle aree per generare onde elastiche nel terreno tramite delle piastre vibranti montate su mezzi (Vibroseis), senza alcuna esecuzione di scavi, perforazioni del terreno o movimento di terra.

“Il programma tecnico-operativo dei lavori, prevede due step principali: fase di ricerca e fase di perforazione. La fase di ricerca è finalizzata al miglioramento delle conoscenze dell’assetto geologico del sottosuolo e all’identificazione di possibili accumuli di idrocarburi economicamente sfruttabili.
La seconda fase prevede, qualora gli studi svolti nella fase di ricerca confermassero le potenzialità minerarie dell’area in esame, la perforazione di un pozzo esplorativo.”(Rapporto naturalistico “Sulle specie nidificanti-riproducentisi nei Siti della Rete Natura 2000 interessati dal permesso di ricerca idrocarburi “Fantozza” (DM. 12/11/2010) a cura di Alessandro Dall’Alpi, Giovanni Rossi, Giuliano Gandolfi 15/07/2012).

Il tavolo di lavoro permanente formatosi per il referendum del 4 dicembre 2016, composto dai gruppi meet-up del Movimento 5 Stelle di Guastalla, Reggiolo e Novellara con il supporto degli attivisti dei paesi limitrofi (Fabbrico e Rio Saliceto) si pone come priorità l’informazione ai cittadini ma anche e soprattutto mettere in atto tutto ciò che è legalmente e umanamente possibile fare, grazie alla nostra presenza nei consigli comunali di questi paesi, per contrastare questo assurdo progetto, anche con l’aiuto dei nostri portavoce regionali e parlamentari: chiediamo davvero, a gran voce, che Stato e Regione ritornino sui loro passi.

Per dar ambito a questa nostra battaglia, nelle prossime settimane daremo inizio a una raccolta firme che comprenderà tutti i comuni della Fantozza, anche nella provincia di Modena!

PECCATO, UN OCCASIONE PERSA.
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In data due luglio 2015 la giunta comunale si apprestava a snocciolare e cassare la mozione  sul baratto amministrativo.
La nostra proposta nasceva dall’esigenza e dalla consapevolezza che alcuni cittadini avessero delle difficoltà nel pagare le tasse comunali.
Il baratto amministrativo è lo scambio di alcune ore di tempo del cittadino e in cambio gli viene decurtata una parte (o totalmente) la tassazione comunale.
Il problema più grave secondo la giunta nel bocciare questo progetto è quella di “portare via il lavoro” alle associazioni di volontariato (molto citate l’Auser e ovile); il controllo del progetto sarebbe un ulteriore aggravio nelle casse comunali; il lavoro del cittadino non è qualitativamente come quello del dipendente pubblico.
 Questi sono stati a grandi linee le motivazioni che avevano spinto la giunta alla bocciatura, senza dimenticare che l’utilizzo della parola baratto condizionava enormemente l’opinione della sindaca su questo progetto.
Il cuore del progetto del baratto amministrativo nasce per aiutare i cittadini in difficoltà e aiuterebbe il comune a rientrare delle tasse non incassate e non “portare via il lavoro” ai volontari che essendo volontari dedicano il loro tempo e con passione a un progetto socialmente utile senza avere nulla in cambio.
Monitorare il baratto amministrativo, per non aggravare sulle casse comunali potrebbe essere fatto dalle guardie ecologiche, già in attività sul territorio, oppure da quei volontari ai quali “è stato rubato il lavoro”.
Ad oggi, il comune: “deve affrontare troppi insoluti e irreperibili, inoltre il fallimento di un’importante azienda locale ha dato il colpo finale: sulla base di queste mancate entrate, che ammontano complessivamente a ben 114mila euro, l’amministrazione comunale porterà al vaglio del consiglio comunale di lunedì 25 luglio le nuove tariffe per la Tari per garantire il riequilibrio di gestione del bilancio e la completa copertura dei costi per la raccolta dei rifiuti.”
Magari, se si fosse messo in atto il baratto amministrativo, l’importo sarebbe stato più basso e non ci sarebbe stato il bisogno, magari, di spalmare il debito su tutti i cittadini virtuosi e si poteva dare la possibilità ai cittadini che non hanno pagato, di contribuire.
Ad oggi siamo ancora in attesa della messa in atto dei vaucher, mozione approvata più di un anno fa.

Sulle nostre pagine social saranno reperibili i video del consiglio comunale di un anno fa, con la discussione sul baratto.

Pertanto,  invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla seduta di lunedì del consiglio comunale che verte proprio sull’aumento della tasi.
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Report post consiglio 30 giugno

REPORT DOPO IL CONSIGLIO.

DEGLI otto punti presi in esame ieri sera dal c.c. tre erano mozioni.
La prima mozione sulla quale vorremmo tracciare un analisi, è quella inerente alle “modifiche ciclopedonale novellara- san giovanni” .
La mozione in questione è del consigliere Melli che fa parte del gruppo lega nord.
Perché ci sentiamo in obbligo di tracciare un analisi?
Perché per l’ennesima volta è stato detto che le opposizioni non vogliono la ciclabile, ma in realtà è che siamo molto preoccupati sulla sicurezza della pista.
Per l’ennesima volta ci troviamo ad affrontare questa questione non veritiera.
Ciò che il m5s ha proposto è quello di creare un tavolo di lavoro e di discussione che coinvolga le associazioni interessate al progetto, le opposizioni e gli imprenditori.
Perché gli imprenditori?
Semplicemente perché della pista ciclabile che passa all’interno della zona industriale il comune ha consultato: tecnici comunali, tecnici provinciali, una associazione ciclo amatoriale.
Dimenticandosi di: imprenditori, che si troveranno ad avere letteralmente sotto i piedi una pista ciclabile; le opposizioni, alle quali è stato presentato il progetto bello che pronto senza un minimo di discussione; le altre associazioni ciclo amatoriali pr senti sul territorio; ma anche, i cittadini residenti ai quali è stato solo presentato il progetto.
Noi del movimento, temiamo che si crei una situazione di stallo come la tangenziale, sembra che molti industriali siano sul piede di guerra preoccupati per la sicurezza, degli operai in primis, ma, anche per il traffico di carico e scarico dei mezzi che quotidianamente transitano all’interno della zona industriale.
La pista ciclabile così come è stata pensata, sarà dotata di un cordolo, che trovandosi in prossimità dei cancelli delle industrie, si teme che creerà disagi a chi dovrà eseguire manovre con i camion per scaricare la merce, dunque, ci sarebbe il problema, sia della rottura del cordolo, sia il danneggiamento del tir.
A questo proposito Giovanni, il nostro consigliere, ha proposto di fare, in via sperimentale, una segnaletica e di tracciare una linea sull’ asfalto di segnalazione pista ciclabile per monitorare la situazione e poi valutare in seguito.
Un ulteriore problema è quello del restringimento della carreggiata, riducendo di molto lo spazio di transito, così si crea ancora più disagio a chi lavora nella zona industriale.
Dopo 10 minuti di considerazioni tecniche tra maggioranza e opposizione, la sindaca ha deciso di fissare una data per una commissione, non dimenticandosi però di bocciare la mozione del buon Melli, che non essendo un tecnico, e nemmeno noi lo siamo, si è impegnato a tracciare un percorso alternativo, che pare sommariamente valido, ma, a parole dell’assessore all’ambiente più costoso.
Della serie possiamo parlarne fino alla nausea ma il progetto è quello e rimane quello.
Noi del m5s combatteremo per una commissione pubblica, in quanto ad oggi, i tavoli di lavoro sulla ciclabile sono stati fatti solo ed esclusivamente dalla maggioranza e da una associazione (quella più vicina al comune), escludendo non solo i cittadini e aziende direttamente interessati al progetto (chi risiede in quella zona per esempio) ma anche le opposizioni.

Mozione tangenziale.
Grazie alla nostra mozione, anche se alla fine è stata ritirata, è più chiara la posizione comune in consiglio, la posizione della giunta ha assunto un tono ufficiale nei confronti della regione.
Dunque per noi l’obbiettivo è raggiunto.
Dalla risposta avuta dal sindaco e dei rapporti con la regione in merito alla questione tangenziale si evince che la comunicazione è solo uni direzionale: il comune da quando ha avuto il secondo stop, (febbraio 2016) si è attivato con provincia e regione, ha messo in piedi un team di avvocati, tecnici ecc.. per districare la matassa, ma, poi come si è scoperto recentemente, la regione ha modificato la normativa presa in causa dai detrattori e sembra che non abbia comunicato nulla al comune.
Il comune dal canto suo informato a mezzo stampa, da una consigliera di opposizione, di questa modifica della legge regionale non ha perso tempo e nella memoria difensiva ha inserito questa modifica, dichiarato ieri sera in consiglio comunale.
Alla nostra domanda “come mai la regione non si sia costituita parte civile con provincia e comune”, la sindaca prontamente e a spada tratta ha difeso la regione dicendo che poi dovrebbero fare così con tutti i comuni e che creerebbe un precedente pericoloso. Il sindaco e giunta ha apprezzato l’interessamento dei vari gruppi consiliari con i rappresentati in regione.
Nel frattempo Novellara è ancora senza tangenziale.

Controllo del vicinato, con una petizione di 60 firme.
Finalmente anche a Novellara se ne parla.
E’ stata infatti accettata la nostra mozione, con una modifica in corso d’opera, ovvero emendata durante il consiglio.
E’ stata emendata perché la giunta vuole creare un percorso di approfondimento sul tema del controllo del vicinato con le forze dell’ordine, quartieri interessati e i rappresentanti del progetto.
Noi del movimento ci crediamo molto nel controllo del vicinato, ben consapevoli che non è la soluzione ai problemi, ma un forte deterrente.
Il malumore, il malessere, lo stato di ansia che creano i furti può essere mitigato con questo progetto cittadino, appunto perché crea un senso di comunità ancora più forte.
Conoscendo i novellaresi, sarà sicuramente un progetto apprezzato.

stefano paterlini
giovanni mulè

Parliamo di tangenziale, state sereni novellaresi.

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Il movimento 5 stelle di Novellara, da quando si è costituito il comitato pro tangenziale, ne ha seguito iniziative e sviluppi.
Crediamo fermamente che, qualunque iniziativa venga dai cittadini e rientri negli obbiettivi del m5s, sia positivo, dopo tutto le idee non vestono nessun colore, sono idee.

Vorremmo ricordare la presenza di un nostro folto gruppo alla serata organizzata il 26 maggio.
Già in quell’occasione abbiamo dato la disponibilità, nostra e del consigliere in regione Gianluca Sassi ad incontrare il comitato per capire i problemi legati alla tangenziale.
Dunque esponendoci in prima persona.
Successivamente, abbiamo organizzato quest’incontro, tenuto in data 31 maggio, presenti i rappresentanti del comitato, i consiglieri di Novellara Stefano Paterlini, Giovanni Mulè e il consigliere regionale GIanluca Sassi.

La nostra azione in regione era già comunque iniziata qualche settimana prima di questi incontri “ufficiali”, in quanto, il consigliere regionale Gianluca Sassi è sempre e costantemente informato sulle problematiche reggiane.

Vorrei ricordare, che, il m5s in regione e in comune è all’opposizione: il potere di legiferare è assai limitato per noi, inoltre, la maggioranza non ci rende vita facile, ad esempio, facendo ostruzionismo nel dare le risposte alle nostre domande, come portando una dilatazione dei tempi fino all’ ultimo consentito.
Dunque, le risposte alle nostre domande non sono quasi mai nell’immediato, ma, ci sono dei tempi che chiamiamo “tecnici”.

Vorremmo ringraziare L ‘ operato di Gianluca che evidentemente da quando ha iniziato a interessarsi e informarsi, la regione, si è svegliata dalla letargia e ha iniziato a muoversi in una direzione che pare positiva per Novellara: la regione ha sistemato una normativa che risultava probabilmente non esaustiva e poco chiara ( p.s. normativa scritta e approvata sempre dal pd).

A livello comunale, i nostri consiglieri hanno depositato una mozione, datata 28 maggio, che proponeva al comune a impegnarsi con la regione per trovare una giusta soluzione a questo annoso problema.

Questo è stato fatto perché siamo pienamente consapevoli del nostro limitato raggio d’azione, ma, ciò non toglie che possiamo chiedere ufficialmente a comune e regione un impegno e che esso ne assuma toni ufficiali, dopotutto, ad oggi, siamo pur sempre opposizioni e siamo la minoranza.

In fine, vorrei ricordare che C’è una sentenza di un tribunale, il 23 arriverà la risposta al ricorso del Comune alla corte di stato.

Se non ci saranno altri intoppi, dovuti innegabilmente a inefficienze di ben 5 giunte comunali, sembra che la tangenziale si farà, sembra.

Consiglio 14 aprile, voto maggiorato, acqua e i “compitini”.

 

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Ci siamo voluti prendere una pausa, dopo le fatiche referendarie, in quanto molti di noi erano impegnati nel comitato no-triv.

Ora è d’obbligo un passo indietro e tornare al consiglio di giovedì 14 per fare una riflessione sulle dichiarazioni del Sindaco e sul comunicato letto da Giovanni,
in merito al nostro voto contrario alla mozione di cambio di statuto di Iren: l’introduzione del voto maggiorato.
Giovanni per l’ennesima volta è stato vittima di ripetuti atteggiamenti indisponenti e con un certo grado di maleducazione da parte di chi dovrebbe tenere la redini di questa amministrazione.
Le considerazioni del nostro comunicato sono esclusivamente politiche e già dette sia da altri consiglieri, in altri comuni, sia dai Comitati dell’Acqua Bene Comune.
Dunque cosa si aspettava il sindaco? Una risposta affermativa alla vicenda Iren?
Si sa da che parte sta il m5s ed è quella dei cittadini e quel che è certo è che nessun nostro esponente avrebbe mai e poi mai votato per “compiacere” il partito, perché alla fine è quello che ha dovuto fare questa maggioranza consigliare.

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Questa amministrazione può condividere o no le nostre considerazioni ma ci sono anche fatti concreti: il Sindaco Carletti si è astenuto all’assemblea dei soci Iren dopo aver votato una mozione favorevole alla ripubblicizzazione. Questo e’ un fatto, anche se il Sindaco stesso dopo la lettura del nostro consigliere ha affermato che rigettava tutto quello esposto , ma tutto ciò viaggia sul piano della dialettica e dello scontro politico.
Quello è il piano su cui operiamo. Invece assistendo al consiglio di giovedì si è nuovamente vista ed ascoltata una persona, cioè il nostro Sindaco, che trasporta la dialettica politica verso altri ambiti che nulla contano, che nulla risolvono.
Parlo di aspetti personali, legati alla persona e alla dignità della stessa. Non è stata la prima volta e temiamo non sarà l’ultima. Al termine della lettura del comunicato di Giovanni si è subito dimostrata contraria. E questo è lecito. La libertà di opinione è questa. Permettere a Giovanni di avere proprie considerazioni e permettere ad altri di averne diverse. Questa si chiama democrazia. Pero’ per l’ennesima volta il nostro Sindaco ha messo una propria puntualizzazione, un proprio commento inopportuno per sminuire il proprio interlocutore. Che bisogno c’era di dire che Giovanni aveva” finito il proprio compitino” ? Cosa significa?
Giovanni non ha finito un ” compitino “: ha espresso l’opinione di un gruppo, e ognuno di noi può scegliere la metodologia espressiva che ritiene più opportuna. Il Movimento 5 Stelle di Novellara ed i suoi portavoce Giovanni e Stefano non eseguono nessun ” compitino” come lo ha definito il Sindaco : se un consigliere sceglie di leggere un appunto, un comunicato, un qualsiasi altro documento durante un consiglio comunale , ciò rappresenta solo ed esclusivamente una propria libera decisione sua o del gruppo che rappresenta. Il lavoro che c’è dietro alla preparazione di un consiglio, di un comunicato, di una qualsiasi cosa che riguardi il m5s di Novellara e’ fatto da un gruppo di lavoro. Un gruppo dove ogni membro ricopre un ruolo e svolge diverse mansioni.
I nostri consiglieri sono liberi e lo dovranno sempre essere, di poter leggere o parlare come ritengono più opportuno.
E questo non dovrà più essere fonte di considerazioni o commenti inutili e perditempo, che rasentano la maleducazione da parte di chi invece dovrebbe presiedere con maturità e senso civico un consiglio. Il senso civico presuppone che possano esserci pareri ed idee o ideali differenti dai propri. L’insofferenza non fa parte dei comportamenti di un amministratore. Giovanni e Stefano non hanno mai definito ” compitini” gli interventi degli altri consiglieri, né tanto meno del Sindaco. Stefano e Giovanni sono sempre stati rispettosi degli altri consiglieri ed amministratori e meriterebbero altrettanto rispetto.

Firmato:
Giovanni, Stefano e il gruppo Movimento 5 Stelle Novellara

 

P.S.: QUESTO È IL TESTO DEL FAMIGERATO COMUNICATO LETTO, A VOI LETTORI I COMMENTI.

DOPO LA BEFFA LA TRUFFA

a distanza di 9 mesi (luglio 2015) dalla discussione in consiglio della vostra mozione a favore di una gestione pubblica del servizio idrico integrato, immancabilmente tradita dal voto di astensione del sindaco il 17 dicembre 2015 per timidezza politica e delicatezza verso il partito, ci ritroviamo qui stasera a votare la modifica dei vincoli statutari di iren in materia di controllo pubblico.

La partenza sembrava positiva, ma, avete perso i pezzi della vostra credibilità strada facendo.
Con questo cambio di statuto, Verrà disatteso l’esito del referendum 2011, la vostra stessa mozione, lo statuto comunale modificato durante la passata giunta nella quale ricordiamo faceva parte l’ attuale vice sindaco Baracchi, e il lavoro sul territorio del comitato locale Novellara acqua bene comune.
quello che sta accadendo qui nel reggiano si è già verificato in altre società, una su tutte HERA che gestisce le città emiliano romagnole come Ravenna che ha il triste primato di essere la più cara in fatto di bollette idriche.
Queste modifiche statutarie permetteranno ai comuni soci di vendere al mercato le azioni non vincolate dai patti sindacali e iren diventerà di fatto un’azienda privata.
In questi anni i costi delle bollette idriche sono lievitati in modo sensibile, solo nel 2015 si è verificato un aumento del 8,5% rispetto al 2014; modificando lo statuto si aggiunge il rischio di un ulteriore delocalizzazione del servizio a discapito della gestione diretta sul territorio, e il pensiero corre al disastro neve del 2015 e al pasticcio Enel.
L inserimento nello statuto del voto maggiorato è un meccanismo truffaldino nel quale si dà agli enti locali e ai cittadini la pia illusione di mantenere il controllo pubblico sulle partecipate mentre in realtà ci si avvia ad una privatizzazione e ad un controllo guidato solo da interessi finanziari e di borsa.

Con questo cambio di statuto Avremo la certezza che iren rimanga pubblica? Voi sindaci che garanzie date a noi cittadini? Perché dovremmo fidarci?
Avete già dimostrato di essere incoerenti con voi stessi.

Ma si sa chi c’è dietro questa manovra il ministro smemorato, il caro delrio, e il complice Fassino, tutta questa operazione servirà solo e soltanto a salvare iren dal buco lascato a Torino 500 milioni di euro, buco che stiamo pagando noi reggiani con le nostre bollette.
Chi ha riscritto lo Statuto di IREN ha già in mente una pista da seguire, soldi, potere e lobby: qualcuno uscirà da questo politicamente rafforzato e con tante possibilità in più di far carriera. Come al solito sulle spalle del cittadino.

Consiglio comunale

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questa sera alle 21.00, consiglio comunale. si voterà il bilancio.

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