Monthly Archives: febbraio 2015
26 FEBBRAIO consiglio comunale: Acqua in bocca!!!!
LO STATO DI SALUTE DEI NOSTRI PORTICI E DEL CENTRO STORICO IN GENERE : THE URBAN LEGEND.

Recentemente mi trovavo a passeggiare sotto i nostri amati portici, quando improvvisamente mi ritrovai a barcollare, cercando di mantenere l’equilibrio per non cadere come un sacco di patate al suolo, in pieno centro cittadino, mi aggrappo a l’unica speranza che poteva frenare la mia discesa verso il terreno: La giacca di uno sconosciuto che il destino aveva frapposto tra me e un vero e proprio disastro….
Da qui nasce l’idea di fare un piccolo reportage sullo stato di salute dei portici, infatti, la causa della mia quasi rovinosa caduta è stata una crepa del porfido.
Non state in pena per la mia salute cari lettori me la sono cavata con una semplice distorsione alla caviglia destra, molta vergogna per la “figura” e tante scuse verso lo sconosciuto.

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Crepe a parte, ci sono anche diversi punti della piazza e delle zone limitrofe che sono da anni soggetti ideali per delle ristrutturazioni mai portate a termine. L’esempio per eccellenza era quella in via cantoni che ha tormentato i residenti novellaresi per circa 4 anni, ma poi magicamente in periodo elettorale è stata completata. Ad oggi (GENNAIO 2015) possiamo citarne alcuni :

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Il vero colpo di genio della giunta comunale, però, è stato di integrare all’interno delle strutture di ponteggio in piazza la mostra dedicata al nostro cittadino più illustre: cantante, poeta e artista poliedrico, l’amatissimo e compianto Augusto. Forse, è un modo per far sentire i cittadini novellaresi emotivamente più vicini al mondo dell’edilizia urbana: associare una figura di così rilievo per la cittadinanza a un disagio ci fa sembrare il tutto più accettabile.
Ma lasciamo da parte queste digressioni e continuiamo la nostra passeggiata sotto i portici, da qui in poi sarebbe meglio portare un caschetto giallo per far vista a un cantiere a cielo aperto.

Infatti, se noi guardiamo in alto, possiamo trovare cose sconvolgenti. E meno male che in prossimità dell’edicola in piazza sono stati rattoppati i buchi che ci permettevano di guardare all’interno dell’appartamento (disabitato) sovrastante.

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Oltre a preoccuparci di quello che abbiamo in testa, dobbiamo stare attenti a cosa calpestiamo perché le colonne dei portici sono perennemente infestate dai bisogni canini, senza contare l’odore, soprattutto nel periodo estivo, ma che si può sentire anche ora che siamo in inverno.

    In settembre 2014 i nostri consiglieri comunali 5 stelle (Stefano e Giovanni) hanno presentato una mozione trasformata in interrogazione (su richiesta della giunta), per la creazione di aree canine, proposta nata dalla segnalazione di concittadini e per cercare di dare una soluzione a questo problema. All’interno di questa mozione era richiesto di:

  • Adeguare e tenere forniti cestini per le deiezioni dei cani che in alcune zone sono già presenti;
  • Creare una zona vasta con percorso per i nostri amici a quattro zampe, aree in cui possano essere liberati dal guinzaglio in modo che gli amanti dei cani lo usino come incentivo per portare a passeggio l’animale in queste aree adibite ed evitare di sporcare il centro città;
  • Regolamentare l’accesso a quest’area;
  • Attuare controlli periodici sulla tenuta e manutenzioni delle aree;
  • si propone la creazione di un regolamento che disciplini la tutela e il benessere degli animali all’interno del comune in collaborazione con le associazioni presenti in territorio locale e nazionale;
  • Dichiarare Novellara città antivivisezione.

Ebbene la richiesta del comune è sta quella non di bocciare le nostre proposte, ma di mandarle in commissione ambiente, ad oggi se ne sono perse le tracce, non della commissione, s’intende ma della proposta.

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Ma l’esempio più eclatante di urban legend è la situazione del ex cinema Roma sia all’interno che intorno lo stabile, situato a meno di 100 metri dalle scuole elementari. All’interno del perimetro sono stati avvistati ratti dalle dimensioni di un piccolo felino, a sollevare la questione sono stati i commercianti della zona, che a suo tempo avevano fatto una raccolta firme e un paio di articoli sui giornali locali. Davanti a queste realtà ci domandiamo se addirittura non ci sia un pericolo per la salute pubblica e, a questo punto il sindaco è tenuto a tutelare la salute dei cittadini. A oggi risulta che se si chiede al sindaco una soluzione per questa annosa questione lei risponde che essendo di privati e con dispute in tribunali la questione è spinosa e di difficile soluzione; nel frattempo i ratti prosperano.

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A nostro avviso, non è possibile che una cittadina con un importante potenziale turistico, in pieno centro storico siano presenti situazioni di questo tipo.
Dopo aver letto quest’articolo, che vuole essere solo ed esclusivamente un imput verso il miglioramento, chi di dovere non si preoccupi solo e malamente di rattoppare i buchi per “far vedere che si sta facendo qualche cosa”, ma ci si prenda seriamente l’incarico di salvaguardare la bellezza del nostro porticato (e delle nostre caviglie), cosa che la vecchia amministrazione comunale non ha voluto o saputo fare, dunque, ci auspichiamo che il sindaco e la nuova giunta sappia dare una risposta concreta ma soprattutto immediata.

Concludo con una bellissima citazione di Tommaso Montanari:
“l’arte è una cosa sola con l’ambiente.
Come la carne e la pelle di un corpo, che è il territorio del nostro paese.
Non esiste, in Italia, un ambiente senza arte e una arte senza il suo ambiente.
La proprietà collettiva del paesaggio e del patrimonio artistico
è un potente fattore di equità morale e sociale”.

SILENZIO, ….. C’E’ IREN !

Nota di Francesco Fantuzzi , laureato in economia e commercio e docente al liceo scientifico Aldo Moro di Reggio, componente del comitato No Alla Multiutility del Nord

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Il deposito cauzionale sulla bolletta dell’acqua: perché i soci pubblici non dicono nulla?
L’ennesimo atto di arroganza verso gli oltre 27 milioni di cittadini che, quattro anni fa, hanno stabilito che l’acqua non sia trattata come una merce, e in palese contrasto con la Costituzione, che prevede all’art.3 che tutti i cittadini siano in egual misura sottoposti alla legge.
I soci pubblici, ancora maggioranza in Iren, non hanno nulla da eccepire?
Le bollette dell’acqua che molti utenti stanno ricevendo in queste settimane contengono una nuova voce di pagamento, il deposito cauzionale introdotto dall’Aeeg: si tratta di una somma da cui IREN andrà ad attingere in caso di morosità del cliente, incassando pertanto in anticipo somme solo eventualmente dovute in futuro.
Tale voce non riguarda gli utenti che hanno disposto la domiciliazione bancaria, postale o su carta di credito della propria bolletta.
L’individuazione della somma sarà stabilita sulla base del consumo storico o, se tale dato non è disponibile, della stima della fascia di consumo in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare.
Tale disposizione è, di tutta evidenza, illegittima e ingiusta.
Illegittima in quanto discriminatoria e in contrasto con la nostra Carta, perché non tratta tutti gli utenti allo stesso modo.
Ingiusta, in quanto penalizza coloro che non pagano con domiciliazione bancaria le bollette dell’acqua, presupponendo, non si comprende in base a quale principio, una maggiore probabilità di morosità future, e favorendo, ancora una volta, il sistema creditizio.
Se poi consideriamo che con tale norma viene introdotta una mera facoltà per i gestori, che possono, ma non sono tenuti, a richiedere il deposito cauzionale, sorge spontanea una domanda: che pensano gli azionisti pubblici di questo ennesimo sopruso nei confronti dei cittadini che dovrebbero rappresentare?
Il Tavolo nomaxiutility invita pertanto gli amministratori locali a far rispettare la Costituzione, richiedendo a Iren di non applicare in nessun caso la norma in questione e restituendo peraltro nelle prossime bollette le somme già illegittimamente trattenute.
Cosa succederà poi quando, finalmente, la gestione dell’acqua passerà ad una società pubblica? Entro quanto tempo IREN sarà poi tenuta a restituire la cauzione?
E, questione non ultima per importanza, quanti milioni di euro IREN stessa sta incassando in anticipo al fine di mettere qualche pezza al suo drammatico stato di insolvenza?
Infine, quando restituirà i 21 milioni di euro indebitamente incassati nel nostro territorio a seguito dell’esito referendario?
Sindaci, battete un colpo. Evitate un nuovo caso De Sanctis.

(Nota: Nicola De Sanctis ha recentemente lasciato la carica di amministratore delegato di Iren. Il comunicato di IREN : ” De Sanctis, che manterrà il rapporto di dirigente fino al 31 dicembre 2015, percepirà alla sua uscita una buonuscita di 900 mila euro, a cui si aggiungono 50 mila euro di bonus maturato sui risultati 2014 e 400 mila euro per l’incarico dirigenziale. ” …… Tutto questo in meno di 18 mesi di lavoro da Amministratore Delegato !!! Mi raccomando: tenetele sempre a mente queste situazioni, informate chi vi è vicino: solo con sapere, conoscenza, informazione possiamo fare qualcosa davvero per il nostro futuro).